LA STORIA – Guerrieri, non aver paura di parare il Saint-Etienne!

LA STORIA – Guerrieri, non aver paura di parare il Saint-Etienne!

Guerrieri

di LUCA CAPRIOTTI

ROMA – Il padre lo guarda elegante dietro gli occhiali, e gli occhi sorridono. Gli somiglia, nel portamento, in viso, nella calma. La madre non ha bisogno di sorridere. Splende, come le donne innamorate. Guido Guerrieri, classe ’96, Primavera Lazio, ha appena parato un calcio di rigore. Non aver paura, di parare. Dall’alto di un balcone, il papà e la mamma sorridono. Li hanno fatti accomodare lassù, fatalmente dietro la porta. Sorridono. Sono a 6 ore e 40 da Roma. 629, 6 km per seguire in figlio. Ti seguirei fino in capo al mondo. Da Roma fino a Saint-Etienne… pardon, Crotone. E’ di oggi la notizia: Guido si allena con i titolari, Berisha out, domani può esordire in Europa. Dalla parte giusta, di chi stasera scenderà in campo contro i francesi.

LA STORIA – Lontano, quel rigore di 2 anni fa, a Crotone, il campo sbattuto di terra, il mare vicino, le reti a separare il campo dalla strada, già inondata di sabbia. Guido Guerrieri si allena con Grigioni, uno che di portieri se ne intende, in particolar modo di portieri giovani. Le vittime preferite della sua Fu Sparapalloni. Guido Guerrieri si allena con Mister Zappalà, inseparabile preparatore dei portieri di Simone Inzaghi. Lo stesso viso del padre, serio, elegante, con un sorriso che si apre come un libro, discreto. E sa di buono, come certi libri, di una certa educazione attenta, di un amore partecipe. Di famiglia, di serietà, di professionismo. E nei giorni di chi si fa male, proprio il giorno prima di giocare, dicono, l’importanza di Guido Guerrieri sta nella Champions. Ma no, non la Youth League, ma quella che Bollini chiamava la vera Champions del Settore giovanile. Far scendere in campo i giovani.

LA CHAMPIONS – E nei giorni in cui si cerca l’erede di Buffon (negli anni in cui si cerca, a dire il vero) e l’ultimo (Scuffet) sta raffreddando le sue velleità patrimoniali su quella riva del lago di Como, Guido potrebbe scendere in campo. E con lui tutto un settore giovanile, quello della Lazio, certo, ma anche quello italiano, troppo spesso depauperato, spogliato, perlopiù ignorato. Forse non scenderà in campo, oggi, Guido Guerrieri, perché certi sogni sono destinati ad animare le notti, e laggiù rimanere, per un altro po’. Ma intanto splendono. Come uno sguardo elegante dietro gli occhiali, attento ad un rigore, a Crotone, 629,6 km da Roma. O come certe donne, ma non tutte. Che guardano dall’alto, aspettano, sperano, splendono. Non tutte, no: solo quelle innamorate.

Cittaceleste.it

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