#PIOLI – Nessun dubbio sul modulo per la Champions

#PIOLI – Nessun dubbio sul modulo per la Champions

ROMA – Le tracce della prima amichevole e del primo (vero) allenamento tattico non cancellano le orme di una stagione intera. E perché avrebbero dovuto? Pioli ha una base solida, la confermerà adottando le varianti già sperimentate l’anno scorso. La difesa a tre, tanto per fare un esempio, non sarà…

ROMA – Le tracce della prima amichevole e del primo (vero) allenamento tattico non cancellano le orme di una stagione intera. E perché avrebbero dovuto? Pioli ha una base solida, la confermerà adottando le varianti già sperimentate l’anno scorso. La difesa a tre, tanto per fare un esempio, non sarà solo una semplice opzione in più, potrà diventare un modulo aggiuntivo se non principale in alcune occasioni. Il 4-3-3 fu l’assetto testato un anno fa, ha generato frutti copiosi. Si partiva da zero nell’estate 2014 – ricorda il Corriere dello Sport in edicola – oggi s’è ripartiti dal terzo posto e da tante certezze. Pioli è stato netto, chiede alla squadra più maturità e intelligenza tattica per evitare assalti allo sbaraglio, sono stati causa di sconfitte immeritate. Il tecnico s’è riaffidato al 4-3-3 nella prima amichevole contro l’Auronzo, ma solo ieri ha potuto impostare un allenamento tattico. Non bastano i ricordi e la teoria, la presenza di Klose e dei nazionali ha permesso all’allenatore di dare un senso compiuto al ritiro di Auronzo. Sino a 48 ore fa, con la squadra incompleta, s’era limitato a programmare esercizi tecnici e atletici. Gli schieramenti. A parole, sul campo, e negli uomini è sempre la stessa Lazio. In più ci sono Morrison, Hoedt e Patric, non partono titolari, sono riserve di qualità o quantomeno dovranno dimostrare di esserlo. Pioli, si sa, lavora molto sulla costruzione del gioco, ha iniziato a farlo anche ieri pomeriggio. Ha schierato due squadre a forma di 4-3-3, ecco la prima: Basta, Mauricio, Hoedt e Prce in difesa. Parolo, Murgia e Oikonomidis a centrocampo. Palombi, Klose e Keita in avanti. La seconda Lazio era formata da Konko, Zampa (adattato centrale), Gentiletti e Radu. A centrocampo c’erano Morrison, Onazi e Lulic. L’attacco era affidato a Felipe Anderson, Djordjevic e Perea. Morrison è stato confermato mezzala destra, finora Pioli l’ha visto così. Il centrocampo ha bisogno di innesti e di chiarezza: Cataldi è ancora in vacanza, non c’è Biglia (si unirà in Cina) e non c’è più Ledesma. Mancano i registi, il ruolo è stato coperto da Onazi. La conferma di Biglia è data per scontata, ma fino a quando non finirà il mercato andranno tenuti gli occhi aperti. C’è bisogno di un suo vice, al più presto.

 

La filosofia. I dettami tattici – assicura il Corriere dello Sport – non sono cambiati: la Lazio deve attaccare la profondità, si accorcia e si stringe sul campo, lo attraversa partendo per vie centrali. I terzini affondano, gli esterni d’attacco s’accentrano sulla trequarti, spesso si scambiano le fasce. I movimenti visti ieri ricalcano perfettamente quelli già conosciuti. Il processo di trasformazione avviato un anno fa va solo migliorato e bilanciato. La mentalità è cambiata ed è stata acquisita, rimarrà la stessa. E’ rimasto fuori dalle prove Candreva, ha accusato sintomi parainfluenzali, è atteso in campo stamane. La Lazio alle 17 disputerà il secondo test, giocherà contro la Top 11 del Cadore. Si farà sul serio nel week-end: sabato amichevole contro il Vicenza, domenica gara contro l’Anderlecht a Bruxelles, giocheranno tutti nel giro di 48 ore. I nazionali devono recuperare il tempo perso, dopo la seduta tattica si sono staccati dal gruppo, hanno effettuato allunghi sui 50 metri. Tutti gli altri si sono divertiti in partitella: Morrison e Keita continuano a regalare grandi numeri. L’inglese s’è segnalato per un colpo volante dal limite (palla in caduta libera, bolide di destro). Hanno svolto lavoro differenziato Crecco e Patric, De Vrij e Braafheid. Seck ha problemi ad un ginocchio. 

Cittaceleste.it

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