Lazio bella di notte: alle 15 le peggiori prestazioni…

Lazio bella di notte: alle 15 le peggiori prestazioni…

Nelle ultime 7 gare solo con Udinese e Cagliari si è giocato di pomeriggio. E per fortuna le prossime tre sono in posticipo

ROMA – La notte leoni, di giorno timidoni. Bella di sera, la Lazio. Non è più una coincidenza se col sole paga dazio. Solo due gare alle 15 nelle ultime 7 sfide (compresa l’andata di Tim Cup). E, guarda caso, due prestazioni irriconoscibili: all’Olimpico contro l’Udinese e al Sant’Elia contro il Cagliari. Se lo scorso 26 febbraio però, quasi allo scadere, i biancocelesti si salvarono grazie a un rigore d’Immobile, domenica ecco il deludente 0-0 a infrangere i sogni Champions e riavvicinare Atalanta e Milan di due punti nella corsa all’Europa League. Che peccato dopo 4 vittorie consecutive e tre in trasferta. Rimane comunque il filotto di 8 risultati utili, ci sta un incidente di percorso, ma al Sant’Elia riemergono con prepotenza alcuni fattori conclamati: se prima del derby d’andata la testa alla Roma poteva spiegare una Lazio assente, adesso è difficile ricollegare la trasferta sarda al tour de force d’inizio aprile. Quando, a questo punto fortunatamente, i biancocelesti affronteranno in 9 giorni Sassuolo (1), Roma (4) e Napoli (9) sempre in rigoroso posticipo serale. Mano male, perché ormai è evidente che la squadra d’Inzaghi sia in preda a una stanchezza virale.

CALO – Il caldo aumenta – scrive IlMessaggero – le gambe cedono. I numeri non mentono: per la terza gara consecutiva la Lazio corre meno degli avversari, 108 chilometri contro 111 (quasi 3 in meno) del Cagliari. Un   calo fisico solo in parte spiegabile col campo secco, il vento del Sant’Elia e l’orario. Perché i biancocelesti avevano tirato il fiato anche sotto le luci del Dall’Ara e dell’Olimpico contro Bologna e Torino. Allora forse la causa va rintracciata nell’enorme dispendio di energie nel derby, in cui emergevano quasi 8 chilometri in più della Roma. La Lazio ha insomma bisogno di ricarburare e questa sosta – tranne per i nazionali – può essere rigenerante. Eppure rimane il rammarico per l’impossibilità di rimettere ossigeno nei polmoni senza perdere due punti d’aria in Sardegna. Inzaghi ha provato a respirare con i redivivi Djordjevic e Luis Alberto in corso, per poco l’ex compagno Rastelli non gli dava pure un morso.

PANCHINA – Altro che forze fresche, le sostituzioni diventano addirittura deleterie. La scarsa voglia dei subentrati annichilisce ogni affondo biancoceleste e rinvigorisce invece il Cagliari, che alza il baricentro e per poco sul finale con Padoin non la mette pure dentro. Ennesima dimostrazione di quanto la rosa andasse rinforzata a gennaio perché i rincalzi non sono minimamente all’altezza dei titolari. Così con l’assenza di Milinkovic (pensante la sua squalifica, sopratutto nei duelli aerei mai vinti) e con Keita in campo (fumoso, ma comunque pimpante), Simoncino non sa davvero cosa pescare alle sue spalle per dare una scossa.

DIFESA – Nel rimpianto affoga pure l’ennesima prova perfetta della difesa. Strakosha conserva la porta inviolata per la quarta volta nelle ultime sette gare (appena 3 gol subiti) grazie ai giganti olandesi de Vrij e Hoedt (23 disimpegni insieme), che scuotono la Lazio insieme: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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