Lazio, costi dimezzati e tanti giovani

Lazio, costi dimezzati e tanti giovani

ROMA – Parola d’ordine: ridurre. È la chiave per entrare nel sistema Lazio e comprendere la «ratio» della rivoluzione sulla quale la società sta lavorando da qualche settimana: l’occasione di una stagione bucata e senza Europa è irripetibile. Così si pensa a ridurre l’età media della squadra, a puntare sui…

ROMA – Parola d’ordine: ridurre. È la chiave per entrare nel sistema Lazio e comprendere la «ratio» della rivoluzione sulla quale la società sta lavorando da qualche settimana: l’occasione di una stagione bucata e senza Europa è irripetibile. Così si pensa a ridurre l’età media della squadra, a puntare sui giovani lasciando andare via Biava, Dias e forse anche Mauri al quale è stato proposto un rinnovo di un anno a cifre dimezzate (un po’ più di mezzo milione) rispetto a quanto finora percepito. Il punto, infatti, è proprio questo: non è solo questione d’età.

Pochi incassi

Dietro la comunque inderogabile rifondazione tecnica, infatti, emerge soprattutto la volontà di alleggerire i costi che la società (senza Europa League e con pochi incassi da stadio, con 11 milioni di anticipo sui «futuri diritti tv» già messi a bilancio, col fardello crescente delle «parti correlate» e i 6 milioni di rata con l’Erario ), farebbe altrimenti fatica a reggere.
L’obiettivo primario è dare una bella sforbiciata ad un monte ingaggi troppo alto per l’anno prossimo: i 62 milioni attuali saranno ridotti almeno del 30%, una «spending review» che ha già visto un’applicazione pratica nei casi Hernanes e Floccari (4,8 milioni lordi da depennare sul prossimo bilancio), che obbliga al divorzio da Dias e Biava (3,8 milioni) e che spedisce sul mercato stipendi importanti come quello di Cana (3,4 milioni lordi), Ederson (3,4), Marchetti (2,2), Ciani (2,2) e Konko (2,6). Nessuno è incedibile, insomma, soprattutto se guadagna parecchio.

Voglia di emergere

Alle rinunce di carattere tecnico-economico potranno corrispondere acquisti di giovani che possono riversare sul campo la loro voglia di emergere e che non ingolferanno i conti della Lazio. Tipo l’olandese De Vrij: per il cartellino si discute sulla modalità di pagamento che Lotito vorrebbe dilazionato, ma è pacifico che l’ingaggio sarà ben al di sotto del milione.
Detto che la prossima Lazio sarà una squadra totalmente diversa da quella di quest’anno («Candreva è molto richiesto e non ha mai nascosto di avere grandi ambizioni – ha detto ieri Gianpaolo Pozzo -. Aspetteremo alla finestra e vedremo cosa succederà»: ergo, nessun accordo e buste sempre più probabili), il profilo del mercato biancoceleste seguirà lo stesso modello: meglio rate spalmate (e finanziariamente sostenibili) per il cartellino piuttosto dell’ingombro economico di uno stipendio pesante. Con due eccezioni: la prima è Miro Klose che sul bilancio c’è già, la seconda sarà concessa probabilmente ad un centrale di difesa, cioè nel cuore del reparto per il quale Reja ha chiesto gente scafata e, quindi, che guadagna quanto pesa. Ma così non si riducono anche le ambizioni? (Corriere della Sera.it)

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