LAZIO DECIMATA – Dopo Braafheid è il giorno di Biglia. Fra poche ore la sentenza: si teme lo stiramento e 3 settimane di stop

LAZIO DECIMATA – Dopo Braafheid è il giorno di Biglia. Fra poche ore la sentenza: si teme lo stiramento e 3 settimane di stop

Felipe sì, contento no. Quello di Stefano Pioli è un sorriso a mezza bocca, per forza. Perché a Parma non c’è stato nemmeno il tempo di esultare per la vittoria che rimette in moto le ambizioni europee della Lazio né per la prova convincente di Felipe Anderson, finalmente a fuoco…

Felipe sì, contento no. Quello di Stefano Pioli è un sorriso a mezza bocca, per forza. Perché a Parma non c’è stato nemmeno il tempo di esultare per la vittoria che rimette in moto le ambizioni europee della Lazio né per la prova convincente di Felipe Anderson, finalmente a fuoco nell’economia di squadra e per la prima volta decisivo ai fini del risultato con il gol da tre punti. Di sicuro le note positive possono rappresentare un invito a riprendere il progetto giovani congelato per necessità di classifica, a puntare adesso sull’inserimento di Keita per ritrovare il gioco e il coraggio delle prime giornate di campionato.
Di contro, però, c’è l’ansia generata dai problemi di una rosa messa in ginocchio dall’emergenza infortun,: a Parma ha trovato conferma la maledizione che ora solo il mercato di gennaio può esorcizzare. I nuovi infortunati sono Biglia e Braafheid, la tendenza è preoccupante perché da inizio stagione di stop ne sono arrivati 14, praticamente una squadra intera più i cambi. Oggi, dopo la risonanza in Paideia, si avrà contezza del problema muscolare di Lucas Biglia, forse il migliore a Parma e certamente l’uomo chiave di Pioli nel gioco della sua Lazio. L’argentino potrebbe essersi stirato all’adduttore, il rischio di uno stop di tre settimane è reale, se così fosse avrebbe chiuso il suo 2014 ma almeno potrebbe puntare il derby, cioè la vera preoccupazione dei laziali. Braafheid, invece, è già sicuro che contro la Roma non ci sarà. «Grazie per il sostegno, tornerò più forte di prima», ha postato su Facebook l’olandese. Domenica è uscito in lacrime sulla barella e ieri mattina è stato ingessato dopo gli esami in Paideia: «Lesione di secondo grado al legamento collaterale – la diagnosi – più una piccola lesione del menisco interno”.
Braafheid porterà il gesso per tre settimane e poi si vedrà. Ma di certo non sarà a disposizioni di Pioli per almeno due mesi. Ed ecco un nuovo bivio per il tecnico: ora che Radu dà certezze da centrale, sarà Lulic ad essere precettato terzino? (Corriere della Sera)

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