Lazio d’Europa, Lazio di sempre: interrogando il cielo di Pioli

Lazio d’Europa, Lazio di sempre: interrogando il cielo di Pioli

Il commento del match a cura di Cittaceleste

ROMA – Interrogando il cielo, scuro sopra Saint Etienne, freddo. Interrogando il cielo per cercare di variare le direzioni avverse sostenute dagli astri: la Lazio soffrigge in Pioli che si stringe nelle spalle, infreddolito dall’ombra di troppi altri allenatori. Nel balletto dei toto-allenatori Pioli lancia il debuttante greco-australiano Oikonomidis: come a dire, se Sparta piange, almeno riderà la Primavera. Dietro di lui adatta Konko, molto più adatto di altri al ruolo, con la fascia da capitano, e l’inferno verde si scatena intorno: “E Dio creò i verdi”. Due dita che si toccano, Michelangelo transalpino e curvarolo: l’altra Curva crea un nuovo Adamo di contestazione per il giorno dopo il match di Europa, nel reame di Formello. Interrogando il cielo, Hoedt non si accorge, troppo impegnato a scrutare gli astri, che Maupay gli sta soffiando il pallone. Neppure inizia la partita, tempo 5’, ed il cielo si ricorda di chiudersi sopra la difesa della Lazio. Subito giallo, ma il vestito verde alla Lazio europea sta bene, si trova a suo agio, di Matri il primo squillo, fuori. Subito Hoedt rischia il rosso, mentre Matri reclama rigore per interposta persona: Oikonomidis a terra, nulla di fatto, tranne il giallo a Mauricio che pur di guardare il cielo, sbraccia su Maupay. Discretamente allegra la Lazio quando propone, mentre Hoedt rinnova il suo inno alla leggerezza: alza un polverone provando a servire nuovamente gli avanti verdi, deve rimetterla tutta sotto al tappeto in fretta e furia Berisha, di testa. Anche Matri alza gli occhi al cielo: prima con sconforto, poi confortato. La puntata finisce fuori, da pochi passi, servito e riverito da Oikonomidis, il tocco verso il cielo scavalca il portiere, e finisce in rete, più o meno diligentemente. Guarda a terra Djordjevic: servito e riverito da Felipe Anderson, colpisce il palo. Berisha frena la confusione sotto al cielo del Saint Etienne. Oikonomidis sfida il tetto del cielo, buca il cielo del presepe di Primavera per trovarsi con la testa tra i grandi. Entra Morrison, guarda al cielo, interrogando gli astri: quando giocherà ancora? Intanto fallisce il gol del 2-0; il cielo fulmina Berisha: Felipe Anderson maluccio, Eysseric prova da fuori, Berisha malissimo, pareggio. Tutto il resto è Lazio d’Europa e Lazio di sempre, prima, al turno successivo: magari un po’ triste, ma per una volta non è peccato l’emozione cupa, ma quel guardare sempre al cielo, a chiedersi come sarà, il cielo di Genova, interrogando le direzioni avverse degli astri sostenuti da Pioli, se ancora sostengono la sua panchina.
Cittaceleste.it
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