Lazio, è Mihajlovic il nuovo allenatore su cui punta Lotito

Lazio, è Mihajlovic il nuovo allenatore su cui punta Lotito

Ci sono solo due soluzioni in grado di assicurare alla Lazio la forza della pratica coniugata alla novità del progetto giovani, la mossa politicamente corretta verso i tifosi unita ad una bella dose di personalità, quella necessaria ad assecondare la rivoluzione tecnica che serve a guardare positivamente (o almeno a…

Ci sono solo due soluzioni in grado di assicurare alla Lazio la forza della pratica coniugata alla novità del progetto giovani, la mossa politicamente corretta verso i tifosi unita ad una bella dose di personalità, quella necessaria ad assecondare la rivoluzione tecnica che serve a guardare positivamente (o almeno a non pensare in negativo) alla prossima stagione: una è off-limits, impegnata nelle semifinali di Champions con il suo Atletico Madrid e porta il nome di Diego Pablo Simeone, un idolo dei laziali che nel 2011, dopo l’esperienza del «Cholo» a Catania, il presidente Lotito si è lasciato sfuggire. L’altra è adesso ai ferri corti con la Sampdoria, club sedotto, salvato e quasi abbandonato, e il suo nome è Sinisa Mihajlovic. Cioè un laziale dentro, 45 anni, romano di domicilio, biancoceleste di adozione nonché profondo conoscitore del calcio e delle atmosfere ad esso connesse nella Capitale. Oltretutto con due figli che giocano nelle giovanili della Lazio, Dusan negli Esordienti e Miroslav nei Giovanissimi regionali allenati da Sebastiano Siviglia. E un pupillo, la punta Filip Djordjevic, che lui stesso ha lanciato nella nazionale serba e che la Lazio ha già fatto suo per la prossima stagione. In teoria, insomma, il rapporto c’è già, non ci sarebbe da sudare per l’ambientamento. «I due sogni che mi restano da realizzare sono allenare Lazio e Inter. Lo sanno tutti. Ma non dico quando», dichiarò al Corriere della Sera i primi di aprile.

 

 

Forse Sinisa se lo sentiva che, dopo la scelta di andare a Genova a fine novembre senza aspettare le evoluzioni del caso Petkovic, uno spiraglio per lui si sarebbe comunque aperto. E, in effetti, sembra proprio così. Il guizzo è ancora sottotraccia, ma la possibilità che Reja lasci la panchina a fine stagione innesca i pensieri dei tifosi che sul web riversano tantissimi post di invocazione del nome di Mihajlovic. E fa muovere le diplomazie, con grande cautela però, visto che ad oggi la situazione alla Sampdoria resta esplosiva. Perché i tifosi blucerchiati ci avevano fatto la bocca, dopo una salvezza meno sofferta del previsto davano per scontato un naturale prolungamento del contratto del loro salvatore. Che scade a giugno, sì, ma che, grazie ad un «gentleman agreement» con la proprietà del club, poteva continuare a tutto l’anno prossimo. Se, davanti a programmi non particolarmente brillanti, non fosse uscita fuori l’ambizione e la natura vincente dell’ex c.t. della Serbia. Oggi, infatti, non è calato il gelo, ma quasi. «Prima o poi allenerò la Lazio», aveva detto sempre a novembre prima di affrontare il tema del rapporto con l’attuale società biancoceleste, almeno con l’uomo che ne detiene la titolarità. «Il rapporto con Lotito è buono. Ricordo che il mio contratto con la Lazio era scaduto e non c’era un presidente, così firmai per l’Inter». L’altro spiraglio, infatti, Sinisa lo teneva aperto per il club nerazzurro, ma la conferma di Mazzarri forse è stato il messaggio che attendeva per rimandare a data da destinarsi l’ultimo dei suoi sogni. Per il penultimo, invece, c’è più di un pensiero. (Corriere della Sera)

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