Lazio,tifosi: contestazione e fuga

Lazio,tifosi: contestazione e fuga

ROMA – La Lazio si lecca le ferite per la seconda sconfitta consecutiva e si prepara ad affrontare la gara con il Sassuolo, la partita scelta dai tifosi per contestare Lotito (ieri sera, oltre alla consueta contestazione sugli spalti, il presidente della Lazio è stato scortato fuori dallo stadio dalla…

ROMA – La Lazio si lecca le ferite per la seconda sconfitta consecutiva e si prepara ad affrontare la gara con il Sassuolo, la partita scelta dai tifosi per contestare Lotito (ieri sera, oltre alla consueta contestazione sugli spalti, il presidente della Lazio è stato scortato fuori dallo stadio dalla sicurezza, dopo che alcuni tifosi hanno tentato di arrivare a contatto con lui nella pancia dell’Olimpico). Già venduti quasi 13mila biglietti, che sommati ai 23387 abbonati portano le presenze a circa 36mila.

 

Numero destinato a crescere, tant’è che la società biancoceleste giovedì mattina ha disposto l’apertura alla vendita dei tagliandi in Curva Sud. Dovrebbe essere “normalità”, per quanto riguarda la Lazio è una “notizia”. Quel settore, infatti, salvo partite di cartello e in promozione, è stato di fatto tolto dal mercato dal club: “La curva Maestrelli non viene aperta per ottimizzare i costi – spiega il responsabile della biglietteria Angelo Cragnotti – dal momento che negli altri settori c’è sempre ampia disponibilità. Mantenere chiusa la Sud, significa non sprecare denaro con steward e forze dell’ordine”. Si tratta di un “record”, perché nessun’altra squadra in Serie A ha optato per questa soluzione. A parte l’Udinese, che ha chiuso la Curva Nord per i lavori di ristrutturazione, e il Cagliari, che ha ridotto la capienza del Sant’Elia a 5000 posti, tutti gli altri club lasciano aperta la vendita di qualsiasi settore dello stadio.

È pur vero, però, che dati alla mano la tifoseria biancoceleste è quartultima nella speciale classifica dell’affluenza allo stadio in proporzione ai posti disponibili. Dopo il 22,64% del Chievo (in questa stagione presenti in media 9548 tifosi a fronte dei 42160 possibili al Bentegodi), il 42,88 dell’Udinese (13153 sui 30667 del Friuli) e il 43,46 del Milan (35325 sui 81277 di San Siro), arrivano proprio i laziali con il 46,2% (segue il Verona a 49,51%, poi tutte le altre squadre superano la soglia del 50%). Dei 73261 posti disponibili allo Stadio Olimpico di Roma, in media vengono occupati solo 33852 (23387 sono abbonati). Un numero basso, soprattutto se si considera che prima dell’arrivo di Lotito, nella stagione 2003-2004, i tifosi della Lazio abbonati erano addirittura 41539, con una media spettatori per partita di 49341.

In dieci anni l’affluenza è dunque calata di circa il 22%. Un patrimonio depauperato per una lunga serie di motivi, alcuni dei quali sono da ricondurre al rapporto non certo sereno tra buona parte dei tifosi e la nuova società. Subito dopo aver preso la gestione del club biancoceleste, Lotito si distanzia immediatamente dagli ultras come raccontava lo stesso presidente in un’intervista a Repubblica di qualche anno fa: “Tagliai subito ogni rapporto: via gli abbonamenti e i biglietti gratis, niente viaggi pagati dalla Lazio. E tutto questo lo feci da solo”. Da quel momento inizia la contestazione, diventata sempre più esasperata nel corso degli anni per divergenze di opinioni e scelte di mercato. L’ultima, quella di vendere Hernanes all’Inter senza prendere al suo posto un valido sostituto. La protesta in occasione di Lazio-Sassuolo, in fondo, nasce proprio in quel momento. (Repubblica.it)

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