LAZIO IN PICCHIATA – Lotito vorrebbe “cacciare” pure Tare, ma forse non può… intanto Pioli è sul filo, spunta il Trap.

LAZIO IN PICCHIATA – Lotito vorrebbe “cacciare” pure Tare, ma forse non può… intanto Pioli è sul filo, spunta il Trap.

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Lotito

ROMA – Il pianto continua, l’agonia pure insieme allo scaricabarile. Pioli ormai ha le ore contate. Resta alla Lazio con un punto cucito con la Samp, solo perché Lotito non sa ancora a chi affidare questa panchina bollente. Ora spunta il 76enne Trapattoni, sempre che non esista una pensione per gli allenatori… Gli altri big (Lippi e Mazzarri) lo hanno snobbato, qualcuno (Guidolin e Prandelli) non lo convince appieno, qualcun altro (Brocchi, Inzaghi, Bollini) diventerebbe – come Pioli – un altro burattino nelle mani di Tare. Solo Reja era riuscito a sfrattare il diesse dallo spogliatoio, anche Stefano da Parma è finito invece per diventare una marionetta dell’albanese. Vedi le due punte di ieri nel 4-3-3: “Abbiamo deciso di metterle per sfondare centralmente con la Samp”, la spiegazione plausibile di Tare – guarda caso al plurale – nel prepartita. Quella sconclusionata (perché non sua?) di Pioli nel post: «Le abbiamo messe per non dare punti di riferimento». Certo, ci sembra logico mettere il mammut Djordjevic a sinistra e non Felipe per svariare su tutto il fronte d’attacco.

MERCATO SBAGLIATO – Formazione iniziale folle nella partita della sua “salvezza”, ritrattata ovviamente a inizio ripresa. Lotito – subissato di fischi e vaffa – a fine gara era di nuovo furioso con l’allenatore e la squadra: “Tanto è sempre colpa mia, come se in campo ci andassi io”, farfugliava amareggiato in mixed. Con il vittimismo patetico di chi non riesce proprio a vederle le proprie colpe. Il mercato da Champions non fatto, per esempio: “Ho speso 12 milioni per Milinkovic e 27 complessivamente per questa campagna”. Già presidente, sono stati spesi male. E qui non è lei il principale responsabile. Ha un diesse che dovrebbe indirizzare il suo tesoretto. E, come qualunque sottoposto, se ha sbagliato dovrebbe pagare. Perché Pioli resta appeso a un filo e Tare no? Forse c’è davvero qualche altro legame sotto e non sono solo pettegolezzi pesanti quelli che arrivano dall’Albania. Altrimenti non ci sarebbe una spiegazione, anche per chi ha fatto un intero mercato senza avere un contratto per 4 mesi (sino a ottobre) con la Lazio. Vero, Igli? Rimane come la sensazione che Lotito vorrebbe cacciarlo a fine anno, ma non può.

L’ALLENATORE – Il processo di moralizzazione non funziona. Anzi, non ha mai funzionato. Volevate convertire Sculli, Zarate, Cisse, Keita, non ci siete riusciti. Ma come pensavate di far diventare un chierichetto l’ex diavolo rosso Morrison? “Pioli non lo fa mai giocare, come si può sapere se è forte o no?”, bofonchiava ieri ancora Lotito. Beh, tutto gli si può dire all’allenatore, ma non certo d’essere uno sprovveduto: “Secondo te – ha risposto stamattina il mister a un tifoso – faccio giocare quei giocatori che penso siano contro di me? Forse mi vedete con altri occhi rispetto allo scorso anno, perché i risultati non arrivano”. L’anno scorso Stefano da Parma era il “motivatore” dei miracoli, quello che aveva fatto cantare a tutti – anche a chi giocava per un solo minuto – “Vola Lazio vola”. Ravel non sa ancora mezza parola di quel motivetto, piuttosto fly to London. Una-due-tre volte, persino scappando da Formello, dopo esser quasi arrivato alle mani con Braafheid. Uno a cui il signor Tare ha rinnovato il contratto per un anno, chissà poi perché. Ah, perché doveva impostare alla Lazio con Lensen il modello Ajax e Edson era già diventata la guida olandese dello spogliatoio.

LO SPOGLIATOIO – Ecco, arriviamo pure al punto spogliatoio. Spaccato in gruppetti pro e contro l’allenatore, come ai vecchi tempi, sempre lotitiani ovviamente. Pubblicamente sono tutti con Pioli, lontano dai microfoni dicono peste e corna. Anche questo è il gioco… Del calcio. Gestito malissimo dalla società in estate. Con una fascia promessa a Candreva, passata per Radu e finita al “partente” Biglia, per creare ancora più discordia. La Lazio perde la Supercoppa, ognuno gioca per conto suo o fa i dispetti al compagno, e che fanno Lotito e Tare? Riportano un “inutile” Mauri alla guida di una squadra ormai allo sbando. Che una volta ballava pure fra i lupi nei derby (26 maggio docet), ormai balla solo in discoteca. Fra gocce di champagne, mica di sudore. Ingoiatevi tutti non le vostre, ma le nostre lacrime amare.

Cittaceleste.it

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