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Lazio, l’Europa è a un passo

Lazio, l’Europa è a un passo

La Lazio è viva. Il sogno diventa speranza, l’Europa è più vicina, il finale di torneo si annuncia intrigante. Dopo il Parma anche la Sampdoria viene spazzata via e la classifica adesso torna a sorridere ai biancocelesti, che braccano da vicino l’Inter. Non ha smalto ma corsa, cuore e determinazione,…

di redazionecittaceleste

La Lazio è viva. Il sogno diventa speranza, l’Europa è più vicina, il finale di torneo si annuncia intrigante. Dopo il Parma anche la Sampdoria viene spazzata via e la classifica adesso torna a sorridere ai biancocelesti, che braccano da vicino l’Inter. Non ha smalto ma corsa, cuore e determinazione, il tutto corroborato da una concretezza alfieriana che le consente di finalizzare le poche occasioni importanti costruite. Un successo pesante e meritato, al culmine di una sfida meno insidiosa del previsto perché la Sampdoria (con Mihajlovic squalificato in tribuna) è avversario con qualche idea, però fragile in difesa, leggero in attacco e senza costrutto.

 

 

IL TALENTO
Il faro della gara è il giovane Keita, ormai non più una sorpresa, neppure per gli avversari che vanno spesso in raddoppio di marcatura. Ma il giovanotto è agile, ha tecnica, velocità, è un virtuoso del pallone e manda in tilt le difese da solo. Regala finte, veroniche, scatti, assist: una bellezza solare vederlo in azione. Reja gli restituisce una maglia da titolare (dovrebbe dargliela sempre) e lui risponde con una prova d’autore. Quando la Sampdoria, in virtù di una buona organizzazione a centrocampo e di inserimenti rapidi e puntuali, sembra poter comandare l’incontro, Keita offre a Candreva la palla che cambia il destino del match. E’ la fine del primo tempo e i doriani spariscono dai radar della sfida, affondati dalla coppia che dimostra di avere l’argento vivo addosso. Keita è un predestinato, il romano è tornato su livelli di rendimenti altissimi. Insieme all’altro protagonista, Senad Lulic, che mette in ghiacciaia il risultato.

L’UOMO IN MENO
Lulic viene ancora schierato da mezzala e, negli spazi, crea molti problemi alla Samp. Non ha la classe, però forza, passo, senso dell’inserimento gli appartengono e queste qualità gli consentono di capitalizzare al meglio una splendida giocata di Mauri. Il raddoppio arriva nel momento forse più difficile della gara, poco dopo l’espulsione di Biglia, che mette in difficoltà il centrocampo. L’argentino, già ammonito per fallo tattico, commette un ingenuo intervento da dietro, quando ci sono due compagni pronti a intervenire, beccandosi il secondo giallo. Reja toglie Postiga (un fantasma), inserisce Mauri sulla sinistra, sposta Keita a fare il centravanti e chiede a Candreva un supplemento di copertura. L’assetto diventa un 4-4-1 che lascia pochissimi varchi agli ospiti nonostante possono disporre, per oltre mezzora, della superiorità numerica. La Lazio si compatta, difende bene, è più aggressiva e non soffre l’uomo in meno. Così, invece del temuto pareggio, arriva il 2-0. La Sampdoria conquista 11 angoli, crea qualche mischia e sfiora il gol soltanto grazie a una grave incertezza di Berisha, con salvataggio di Biava sulla riga.

ESORDIO
Mihajlovic non può che essere scontento della opaca prova dei suoi: dopo il 3-0 di Bergamo la squadra incappa in un’altra dura sconfitta. Senza attenuanti. In trasferta non è la stessa Sampdoria di Marassi e il passaggio a vuoto spegne qualsiasi sogno di grandezza, anche se resta l’ottimo campionato con il serbo in panchina. La Nord è ancora vuota, per la protesta nei confronti di Lotito. I presenti si fanno sentire e regalano l’ovazione al più giovane in campo quando, a pochi minuti dal termine, viene sostituito per la passerella. Copertina anche per l’altro giovane, Joseph Minala, che fa l’esordio in serie A. Una giornata perfetta per la Lazio, che sale e vede l’Europa all’orizzonte. Il calendario non è semplice ma la squadra dà l’impressione di poter lottare fino all’ultimo. (Il Messaggero)

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