Lazio, la paura fa 90: il futuro dei big passa da Napoli

Lazio, la paura fa 90: il futuro dei big passa da Napoli

ROMA – Champions si oppure Champions no, l’ago della bilancia potrebbe spostare gli equilibri. Tante ancora le situazioni da chiarire in casa Lazio tra chi si sente il presente e il futuro di questa squadra come Felipe Anderson e chi invece sogna di sentire la musichetta della Champions nelle orecchie…

 

ROMA – Champions si oppure Champions no, l’ago della bilancia potrebbe spostare gli equilibri. Tante ancora le situazioni da chiarire in casa Lazio tra chi si sente il presente e il futuro di questa squadra come Felipe Anderson e chi invece sogna di sentire la musichetta della Champions nelle orecchie magari un’ultima volta prima di appendere gli scarpini al chiodo.

PRESENTE E FUTURO – I punti cardine da cui ripartire per la prossima stagione sono innanzitutto il tecnico, Stefano Pioli, capace di ricompattare il gruppo ed esprimere un gioco dispendioso ma a tratti davvero spettacolare. La Lazio non sa pareggiare, o vince oppure perde, bianco o nero. Insieme a lui si è valorizzato il talento di Felipe Anderson che rimarrà nella Capitale anche la prossima stagione a meno di offerte faraoniche dagli 80 milioni di euro in su. Stesso discorso per Danilo Cataldi, autentico pupillo del mister fin dai tempi di Auronzo di Cadore. Emblematica la chiamata del centrocampista a Pioli dopo l’ennesimo infortunio che lo ha limitato nell’inizio di questa stagione. Può fare sia il regista che la mezz’ala, mostrando un’ottima duttilità tattica che per un classe 1994 non è roba da poco. Stesso discorso per De Vrij, Van Gaal stravede per lui, lo vorrebbe subito nel suo Manchester United, un difensore dominante che ha restituito solidità al reparto arretrato. Insieme a loro, tutti da scoprire, Wesley Hoedt, possente centrale classe 1994, miglior difensore d’Olanda e la scommessa Ravel Morrison. Di lui abbiamo avuto quache apparizione a Formello, la settimana scorsa era a Londra e su Twitter piange per la scomparsa di un suo amico. Un carattere ribelle che dovrà essere forgiato dalla mano dura, quasi paterna, del direttore sportivo Tare che ha scommesso molto sull’ex Manchester United.

 

ENIGMA – Della vecchia guardia Cristian Ledesma è ai saluti quasi annunciati, gli Stati Uniti potrebbero essere la meta più probabile. A dicembre è stato a New York insieme alla famiglia per trascorrere il capodanno e poi, avendo sposato la causa dell piccola Giorgia, potrebbe essere anche l’occasione giusta per stare più vicini a lei e alla sua mamma. Mauri anche ha il contratto in scadenza, a fine stagione si vedrà quasi certamente con la società per fare il punto della situazione. La Champions potrebbe essere la postilla giusta per trattenerlo, altrimenti potrebbe esserci qualche possibilità che vada via dopo tanti anni di onorata carriera. Capitolo Klose: il tedesco ha portato avanti la carretta con grande ardore, ha abbandonato la nazionale per dedicarsi completamente alla Lazio, il suo contratto ha un rinnovo automatico anche per la prossima stagione. Arrivano anche rassicurazioni da parte del direttore sportivo Tare. “Deciderò insieme alla mia famiglia cosa sarà più giusto fare per il mio futuro”, ha assicurato il fuoriclasse tedesco.Le strade sono due: iniziare la carriera di allenatore in Germania, oppurre aspettare il preliminare di Champions con la Lazio che potrebbe dargli gli stimoli giusti per proseguire un altro anno e confrontarsi con i più forti calciatori d’Europa e del Mondo. Chi preoccupa di più è la situazione di Lucas Biglia. L’argentino ha 29 anni, è nella piena maturazione calcistica, si è dimostrato uno dei registi migliori del nostro torneo. “In tanti hanno bussato alla porta”, fa sapere il suo agente. Anche per lui quindi, l’ingresso in Champions League, potrebbe essere la condizione necessaria per rimanere alla corte di Pioli, altrimenti non sarà di certo difficile trovare una nuova collocazione. Destini, presenti e futuri, che si incrociano a Fuori Grotta. Appuntamento al San Paolo, il futuro dei big biancocelesti corre lungo il binario del San Paolo. Solo 90 minuti, un numero che fa paura nella smofia napoletana, e da cui trovare il coraggio per una sterzata da Champions League.

 

Cittaceleste.it

 

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