LAZIO SCIPPATA – Tare furioso: “Errore clamoroso”

LAZIO SCIPPATA – Tare furioso: “Errore clamoroso”

I biancocelesti se la prendono con l’arbitro Il ds Tare non ci sta: «Un errore clamoroso»

ROMA – Infuriata la Lazio. Igli Tare, appena è finita la partita, si avvicina ai monitor della tribuna stampa, chiede da quanti secondi è scaduto il tempo di recupero. Non riesce a darsi pace. Venti minuti più tardi, nella pancia della Dnipro Arena, è ancora teso. Ha gli occhi incollati al monitor su cui scorrono le immagini della partita. Non ha voglia di parlare. E’ ovviamente arrabbiato. Ha assistito all’ennesimo furto in campo europeo alla Lazio. Come a Istanbul, Moenchengladbach, Lisbona, le tappe principali di una Europa League in cui la squadra biancoceleste è stata sistematicamente penalizzata. «Cosa c’è da dire? Niente. Non ho voglio di parlare. E’ stato un errore clamoroso». La partita era finita – riporta il Corriere dello Sport – e il fischietto irlandese Hunther l’ha lasciata proseguire ben oltre i tre minuti di recupero. Pioli si ferma a parlarne in zona mista, lo fa dopo aver a lungo sottolineato le pecche e le ingenuità della Lazio, che avrebbe dovuto chiuderla in anticipo. 

ERA FINITA. Il tecnico emiliano non s’è mai aggrappato agli alibi, non ha mai cercato scuse. Non lo fa neppure in questa occasione, ma con l’irlandese Hunther è netto, tranciante, quasi una sentenza. La domanda: sono maggiori i rimpianti per non averla chiusa o per il gol arrivato dopo lo scadere del recupero? Ecco la risposta testuale di Pioli. «Sono di più i rimpianti perché la Lazio doveva vincere questa partita. L’arbitro, se è finita, deve fischiare. Non contano dieci, quindici o venti secondi. Doveva fischiare la fine». L’allenatore della Lazio aveva avvertito i suoi giocatori prima della partita. Il metro arbitrale nei novanta minuti non lo ha convinto. «Si giocava a porte chiuse. Credo sia stata condizionata anche la terna arbitrale. Avevo parlato con i ragazzi nel pomeriggio. Di solito gli arbitri inglesi, o anglosassoni in genere, lasciano giocare e fanno correre molto. Questo, invece, ha fischiato moltissimo» ha chiuso Pioli con un sorriso. L’angolo da cui è nato il pareggio firmato da Seleznyov è arrivato dopo un calcio di punizione per una banalissima spallata di Felipe Anderson. Ingenuo il brasiliano, fiscale l’arbitro nel concedere il fallo. La Lazio è rimasta schiacciata dentro l’area alle ultime due azioni di una partita già chiusa e ha beccato il pareggio.

AUTOCRITICA. Qui si è inserita l’analisi puntuale di Pioli, dispiaciuto per il risultato, soddisfatto per la prestazione del primo tempo. «Non uscire dal campo con una vittoria lascia dei rimpianti. Dovevamo chiuderla. Mi è piaciuta la personalità dimostrata dalla squadra nel primo tempo. Abbiamo giocato e fatto la partita che volevamo. Sarebbe servita più attenzione e maggiore cattiveria nella ripresa. Certi risultati bisogna portarli via. Il regolamento parla chiaro, l’azione si è allungata. C’è grande rammarico. Era una partita da vincere: se non chiudi le partite concedi queste situazioni. Dispiace perché abbiamo giocato bene. Non dobbiamo sottovalutare che il Dnipro ha disputato una finale l’anno scorso. Abbiamo avuto personalità e abbiamo creato tanto. Ma ci deve servire di lezione. Una squadra intelligente deve imparare dagli errori effettuati e ripartire con il piede giusto». Ha entusiasmato Milinkovic all’esordio. «Credo che sia un centrocampista offensivo, può fare anche il trequartista e l’interno in un centrocampo a tre. ? un giocatore di qualità e può crescere ancora molto, è giovane. Si applica e lavora sodo, ha fisicità, ha corso tantissimo. Sono sicuro che ci darà tante soddisfazioni».

Cittaceleste.it
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