Lazio show: il punto sui biancocelesti

Lazio show: il punto sui biancocelesti

Immobile
ROMA – La pioggia che nell’ultimo turno di campionato si è abbattuta su Roma, causando il rinvio di Lazio-Udinese, ha rallentato la cavalcata di inizio stagione dei biancocelesti, ora momentaneamente al quarto posto in classifica ma – analizza Feole su Gazzetta.it – con una proiezione ipotetica al secondo posto insieme alla Juve, a un solo punto dalla vetta. Nove vittorie, un pareggio e una sola sconfitta finora: un percorso quasi netto, intervallato dalle sfide europee e dal passaggio del turno ottenuto in Europa League con due giornate di anticipo. Il quadro è, si può proprio dire, “celestiale”: questa Lazio è una big del calcio nostrano e punta in alto.
 
IL PUNTO Tre difensori, un centrocampo a cinque e una pedina che agisce alle spalle della prima punta: Simone Inzaghi, arrivato come “ruota di scorta” dopo il no di Bielsa a Lotito, è l’artefice principale di questo splendido collettivo che produce uno dei giochi più interessanti del campionato. Allenare la squadra per cui si fa il tifo non è per tutti, e nemmeno da tutti, visto che il tecnico ha scelto di aspettare questa chiamata fino all’ultimo istante. Il prodotto è una crescita esponenziale dei singoli e del gruppo: risultati eccellenti che hanno messo in luce le capacità di un allenatore determinato, metodico, sempre lucido e con grandi ambizioni.
IL MIGLIORE — Il migliore della Lazio è l’Mvp dell’intero campionato: Ciro Immobile, bomber da 14 reti in campionato (più 2 in Europa League e la doppietta in Supercoppa). Una media voto di 7,18, l’unico giocatore di movimento sopra la media del 7 (e, diciamolo, unico dell’intera Serie A a vantare una fantamedia che tocca i 10,71!). Più di un gol a partita di media e numeri da record per l’attaccante di riferimento della Nazionale di Ventura. Altra pillola fantacalcistica: sono stati 43,5 i bonus conquistati in 12 giornate. Il ragazzo di Torre Annunziata pare aver compiuto il salto definitivo di qualità. La risposta la darà, solamente, la continuità del rendimento.
LA SORPRESA — Individuare il peggiore nella Lazio è difficile (ad essere puntigliosi va segnalato in Caicedo, unico con più del 50% di apparizioni e una media di 5.8). Per questo vale la pensa soffermarsi invece sulla rivelazione. E qui il bersaglio si ferma su quella che forse è non solo la scoperta più bella della squadra di Inzaghi, ma quella dell’intera Serie A. Luis Alberto, (Lupo Alberto ormai per i tifosi), giocatore maturato incredibilmente e passato da una stagione altalenante tra panchina e tribuna ad una da protagonista assoluto. Stupisce la consapevolezza dei propri mezzi del giocatore spagnolo, che si spinge spesso in giocate fuori dal comune, e la sua capacità di individuare gli spazi (per sé e per i compagni) nel rettangolo verde. Le pagelle? Una media voto di 6,86 (fantamedia di 8) e una presenza costante in tutte le manovre offensive dei laziali. Menzione speciale per Thomas Strakosha, tra le più belle scoperte dell’anno, che vanta una media voto di 6,55: tantissimo per un portiere.

LE PROSPETTIVE  La Lazio viaggia a ritmi forsennati e non si pone limiti. Impressiona in questo avvio di stagione sia in termini di qualità di gioco che di risultati. E, dopo la sosta, il calendario piazza una partita non proprio come le altre: il derby contro la Roma… I biancocelesti sono una squadra ben congegnata, con meccanismi propri e che al contempo è in grado di adattarsi a seconda dell’avversario: una duttilità che le consente di sfruttare i punti deboli e colpire con le numerosi soluzioni offensive.

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