Lazio Style Talenti e una lettera disperata.

Lazio Style Talenti e una lettera disperata.

ROMA – Quest’oggi sulle pagine de ‘Il Tempo’ e sulla pagina ufficiale del negozio ‘Lazio Style Talenti’ è apparsa la lettera disperata del proprietario: “Appartengo da generazioni, “di padre in figlio”, alla S.S. Lazio. Sono quindi un tifoso, anzi forse un po’ di più, visto che la mia vita “dipende”…

ROMA – Quest’oggi sulle pagine de ‘Il Tempo’ e sulla pagina ufficiale del negozio ‘Lazio Style Talenti’ è apparsa la lettera disperata del proprietario: Appartengo da generazioni, “di padre in figlio”, alla S.S. Lazio. Sono quindi un tifoso, anzi forse un po’ di più, visto che la mia vita “dipende” proprio dalle sorti della mia amata squadra e dalle scelte dei suoi tifosi. Mi spiego meglio: per anni la mia famiglia ha gestito un negozio di abbigliamento rinomato e qualificato ma questa crisi che investe tutto il nostro Paese ci ha portato a prendere un’importante decisione e il folle amore per la nostra Lazio a realizzare un sogno: Aprire un LAZIO STYLE, circa due anni fa. Entusiasmo, gioia, l’essere in qualche modo vicini alla squadra sempre amata e mai abbandonata. L’ultimo successo il 26 maggio 2013 il cuore che vibra nel vedere tanti bambini frequentare con le famiglie il negozio, proprio “di padre in figlio”, in nome della Lazialità. Oggi, in questi ultimi mesi di dura contestazione il sogno si stà per spezzare pur comprendendo le ragioni che spingono ognuno di noi nelle varie forme di tifo e la posizione assunta dalla società a tutelare lo stesso patrimonio, ecco che noi che siamo nel “mezzo”, rischiamo dopo meno di due anni di veder chiudere e perdere quel “patrimonio familiare” che in decenni abbiamo costruito, ma questa volta non per scelta ma perché coinvolti in qualcosa più grande di noi: in una lotta spietata che non conosce rispetto. Oltre, che l’enorme danno economico che stiamo subendo, non mi capacito che proprio nel momento calcistico in cui la seconda squadra della Capitale, primeggia, noi ci neghiamo il diritto di issare, indossare, portare ostentare il simbolo e i colori della Prima Squadra della Capitale. E’ giusto tutto questo? I sacrifici di una vita, offerti alla Lazio ma anche ai sui Tifosi per essere parte di una famiglia unica al mondo, distrutti da una guerra in cui tutti siamo già, sconfitti. E allora la decisione di scrivere queste poche righe, per spiegare ai tifosi che dietro una protesta, giusta o sbagliata che sia, dietro a un invito a boicottare in varie maniere la società, c’è un’impresa, una famiglia, che ha deciso di puntare, con il cuore, sulla amata Lazio e che, ironia della sorte, rischia di scomparire, di perdere tutto per “colpa” di questo “amore”. Lo so, anche questo è amore verso quei colori che ogni giorno guardo entrando nel mio negozio e fiero li difendo davanti a tutti anche verso quelli che si divertono a sputare sulle nostre vetrine. Non sono solo vetrine per me ma rappresentano pagine della nostra storia, quella storia che vorrei poter continuare a scrivere insieme a tutti voi. Forza Lazio sempre, perché la Lazio non si abbandona!!!

Solidarietà infinita ad una famiglia che dopo aver investito i suoi risparmi si ritrova sul lastrico. Purtroppo, indirettamente, la colpa risulta essere sempre la stessa. Il tifoso non compra la maglia a prescindere, soprattutto in un periodo di forte crisi dove 82,00 euro sono tanti, se non troppi. Il tifoso s’innamora, compra la maglia dei suoi beniamini…ma se i beniamini non ci sono o vengono venduti cosa compra? Quindi solidarietà. Purtroppo l’Italia è intrisa di storie anche peggiori. Ad oggi investire sulla Lazio è pura follia e scaricare la colpa su una protesta che dura da due mesi diventa utopico. 

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