L’INTERVISTA / Buccioni: “La Lazio è la canzone della mia vita”

L’INTERVISTA / Buccioni: “La Lazio è la canzone della mia vita”

“Quest’anno la più grande emozione l’abbiamo vissuta nella notte tra l’otto e il nove gennaio”

L’INTERVISTA – Il Presidente della Polisportiva S.S.Lazio Antonio Buccioni ai microfoni de I Laziali Sono Qua,  trasmissione radiofonica in onda dalle 10 alle 13 dal lunedì al sabato sugli 88.100 FM di Elleradio

Sul momento più bello vissuto quest’anno

“Quest’anno la più grande emozione l’abbiamo vissuta nella notte tra l’otto e il nove gennaio, festeggiando il compleanno della Lazio a Piazza della Libertà. Diecimila atleti effettivi, diecimila carte d’identità che rappresentano una per uno ogni singola testimonianza dell’amore per i colori biancocelesti. Oggi abbiamo presentato il settore paraolimpico nuoto, tra i quali elementi spiccano alcuni un paio di ragazzi che potrebbero rappresentare la maglia azzurra alle Paraolimpiadi di Rio de Janeiro”.

Sul cosa significa la Lazio per Antonio Buccioni

“Per me è la canzone della vita, perché è una storia personale iniziata il 19 settembre del 1965 a Lazio-Varese, terza giornata del campionato di Serie B allo stadio Flaminio. Ed è una storia che non si è mai interrotta, rappresentando la compagna inseparabile della mia esistenza. La Lazio è la più bella favola scritta a Roma negli ultimi 116 anni”.

Sul momento più bello vissuto con la Lazio al fianco

“Senza dubbio il 12 maggio del 1974, il primo Scudetto. Io avevo 17 anni e mi sembrava di vivere un atto di giustizia, un riscatto rispetto a quelli che erano i rapporti di forza in città. Ricordo le retrocessioni del ’67 e del ’71, a scuola, e gli anni di Maestrelli che invece rappresentarono una rivincita indimenticabile, sanando tutti i conti in sospeso”.

Sulla difficile situazione che vivono i tifosi biancocelesti

“Sono umanamente vicino a chi è privato della libertà e alla preoccupazione delle famiglie. La Lazio in questo momento non sta vivendo una crisi-economica finanziaria, è un momento tranquillo rispetto ad un passato molto burrascoso da questo punto di vista. Se si guarda bene anche dal punto di vista tecnico, pur in una delle stagioni più deludenti degli ultimi anni, non ci stiamo dibattendo sul fondo del calcio italiano, anzi siamo sempre fra il sesto e il settimo posto. Da quando siamo tornati in Serie A sono saltate società come il Torino, il Napoli, la Fiorentina e il Parma addirittura tre/quattro volte. La crisi dunque non è tecnica, ma socio-culturale per quello che riguarda il modo di vivere la Lazio. Il mio sentimento dunque è di colossale rammarico: sono molto angosciato di questo, vorrei fare qualcosa di più, ma ci sono cose che non comprendo fino alla fine”.

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