L’OPINIONE / Materazzi: “Inzaghi allenatore della Lazio è un segno del destino, ora trasmetterà il proprio credo”

L’OPINIONE / Materazzi: “Inzaghi allenatore della Lazio è un segno del destino, ora trasmetterà il proprio credo”

“È giusto che Inzaghi ora trasmetta il proprio credo, i giocatori sono interessati a livello conoscitivo, hanno tutto l’interesse a dare il massimo”

inzaghi

ROMA – Giuseppe Materazzi, ex allenatore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM.“Simone Inzaghi ha esordito con me in Serie A con il Piacenza e segnò il suo primo gol alla Lazio, è un segno del destino. Gli auguro di far bene con la Lazio anche se lo attendono partite difficili. All’inizio della sua carriera da calciatore era impensabile che avrebbe intrapreso la carriera da allenatore ma nel tempo ha dimostrato che è destinato a fare l’allenatore, prendendo in mano la Lazio ora ci sono grandi rischi ma speriamo che non si bruci. È giusto che Inzaghi ora trasmetta il proprio credo, i giocatori sono interessati a livello conoscitivo, hanno tutto l’interesse a dare il massimo.Pioli è un grande professionista, anche lui è stato un mio giocatore ed è un ottimo allenatore.Ho visto il derby, nella ripresa i biancocelesti hanno subito due gol su tiri dalla media distanza, ma stava giocando solo la Lazio e la Roma cercava di difendersi. Ai difensori biancocelesti si può imputare solo l’errore di posizione sul primo gol di El Shaarawyi, era una situazione leggibile ma negli altri episodi è stata solo una casualità. Per il reparto difensivo si deve lavorare sull’attenzione ma è una questione di esperienza.Quando sei in svantaggio è più difficile rimontare il risultato perché la squadra avversaria si chiude. Felipe Anderson, Candreva e Klose non hanno giocato con continuità. Loro tre, lo scorso anno, hanno fatto la differenza, se ora la Lazio ritrova questi valori di conseguenza ritrova il contesto.Inzaghi vive quotidianamente Formello, nello spogliatoio è sicuramente avvantaggiato, c’è grande fiducia in Simone. Ora dipenderà tutto da lui e dalla squadra, se riesce a fare ottime prestazione e se avrà credibilità da parte dell’ambiente, avrà la possibilità di andare avanti.Sono stato uno dei pionieri del ritiro di Norcia, negli anni è diventato un feudo biancoceleste. Si lavora bene, non va interpretato come un ritiro punitivo ma costruttivo per trovare serenità e tranquillità”.

Cittaceleste.it

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