LOTITO E’ UNA FURIA!

LOTITO E’ UNA FURIA!

Lunedì sera nuova strigliata del presidente alla squadra in ritiro. E ieri doppia seduta

Salomone
Di Serena Cerracchio
ROMA – Lazio sotto torchio. E frustata un’altra volta da Lotito. E’ accaduto nella serata di lunedì al centro sportivo di Formello, dove il presidente è piombato intorno alle 22. Giusto il tempo di cominciare a digerire la cena (leggera) preparata dal cuoco Giocondo. Niente ristoranti in giro per Roma o serata in famiglia nel salotto di casa. Ai giocatori lunedì sera è toccata un’altra strigliata dall’azionista di riferimento del club biancoceleste, in aperta crisi di risultati e in ritiro a tempo indeterminato. Chiaro il messaggio di Lotito, deciso a togliere qualsiasi alibi. Pioli non rischia il posto, la responsabilità principale viene attribuita alla squadra, chiamata a risollevarsi senza trovare scuse o giustificazioni tecniche. Questione di testa, di atteggiamento, di spirito. Hanno smesso di aiutarsi sul campo, di correre e di lottare, e allora Lotito ha chiarito allo spogliatoio il proprio punto di vista. Continueranno a dormire a Formello sino a quando non dimostreranno di aver dato tutto sul campo e di essere tornati a onorare la maglia, a giocare da Lazio. Quasi certamente non basterà una bella prova domani in Europa League con il Dnipro, il ritiro rischia di continuare almeno sino alla trasferta di Empoli e anche dopo se non arriveranno dei segnali chiari e inequivocabili.
DOPPIA SEDUTA. Il confronto tra Lotito e la squadra è andato in onda nella Club House di Formello un paio d’ore dopo l’inizio del ritiro scattato nella serata di lunedì. L’ultima volta, dopo il crollo con il Milan, era avvenuto sotto la luce del sole e sul campo intitolato a Fersini. Fuori dai cancelli, i cronisti erano riusciti a registrare la voce del presidente che era stato durissimo nei confronti della squadra. Parlò di atteggiamento vergognoso e chiese di tirare fuori gli attributi. Lunedì sera i toni sono stati altrettanto duri. Lotito ha accusato i suoi giocatori come altre volte, con diversi allenatori in panchina, era accaduto. Non cambierà Pioli, messo sotto contratto a giugno sino al 2017. Troppo presto per l’elenco dei possibili successori oggi disponibili sul mercato. La Lazio dovrebbe sprofondare e avvicinarsi alla serie B per pensare ad un esonero, dovrebbe continuare questa deriva sino a Natale per immaginare un ribaltone. Manca un mese e ci sono troppe partite di mezzo. La rivoluzione forse riguarderà l’organico a giugno: a gennaio sono previsti uno o due rinforzi in difesa, forse le cessioni di Lulic (e anche Radu) se arrivassero proposte irresistibili, altrimenti il bosniaco resterà a scadenza. Lotito ha chiesto il rispetto dei contratti e ha richiamato la squadra ai propri doveri: a fine stagione, dopo aver sputato sangue per la maglia, chiunque si troverà nelle condizioni di andare via in cambio di un’offerta congrua. Ritiro di clausura: nessuno può uscire neppure per cinque minuti dal centro sportivo. Lavoro, solo lavoro a testa bassa per uscire dalla crisi, questa la linea imboccata dalla società e da Pioli. Così è stata intensificata la preparazione. Ieri un’insolita doppia seduta di allenamento a due giorni dall’impegno di Europa League. Palestra e allenamento sull’intensità con il pallone in mattinata, tattica e partitella nel pomeriggio. Le riflessioni continueranno nelle prossime ore, i chiarimenti nello spogliatoio anche.
Cittaceleste.it
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