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Lotito, mossa a sorpresa: 50 milioni per il Flaminio

Lotito, mossa a sorpresa: 50 milioni per il Flaminio

AGGIORNAMENTO ORE 11:55 – Anche il quotidiano ‘Tuttosport’ ha lavorato sulla notizia del Flaminio. Secondo il quotidiano torinese, il presidente Claudio Lotito avrebbe parlato direttamente con il sindaco Marino chiedendo la gestione dell’impianto. Pronti ben 50 milioni di euro per adeguare la struttura alle norme UEFA, dotare l’impianto di copertura…

di redazionecittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 11:55  – Anche il quotidiano ‘Tuttosport’ ha lavorato sulla notizia del Flaminio. Secondo il quotidiano torinese, il presidente Claudio Lotito avrebbe parlato direttamente con il sindaco Marino chiedendo la gestione dell’impianto. Pronti ben 50 milioni di euro per adeguare la struttura alle norme UEFA, dotare l’impianto di copertura e altri comfort.

ROMA – Un sopralluogo in elicottero, in volo su Roma nord alla fine di marzo (il 28) per esplorare i terreni di sua proprietà in zona Tiberina e, soprattutto, per osservare dall’alto l’ovale che può ospitare il nuovo progetto, quello attualmente fattibile in relazione alla legge nazionale, per lo stadio della Lazio: il presidente Lotito tratta il Flaminio con il Comune. Il dialogo si è aperto nelle scorse settimane: interlocutori il numero uno del club e i vertici del governo cittadino (sull’incontro «frontale» con il sindaco Ignazio Marino arrivano sia conferme che smentite). Ma la possibilità è stata poi girata anche a vari esponenti politici per rastrellare un consenso più ampio. E le prime risposte sono stati incoraggianti: la politica è favorevole alla scommessa Flaminio. Oltretutto lo stadio, ora in concessione alla Figc per un anno, rappresenta un problema mai risolto e trasversale alle amministrazioni romane.

 

Così stavolta il restyling dello storico impianto di viale Tiziano può partire davvero. Per rimetterlo in efficienza potrebbero servire dai 15 ai 35 milioni, dipende dal tipo d’intervento, se solo per l’agibilità oppure per mettere anche una nuova copertura. Ma con la logica della compensazione Lotito potrebbe rientrare dai costi grazie al nullaosta per edificare sui terreni sulla Tiberina: lì la legge non gli consente di costruire su lo stadio ma nell’area potrebbero essere sviluppati altri progetti sempre collegati al marchio Lazio. Di sicuro il Flaminio rappresenta la risposta romantica all’impianto avveniristico presentato dalla Roma in Campidoglio alla fine di marzo. Costi diversi così come i vincoli. Perché servono altri due okay all’inizio dei lavori: il primo è quello della famiglia Nervi, gli eredi dell’architetto Antonio che progettò l’impianto inaugurato a marzo del ‘59, che detengono una sorta di proprietà intellettuale delle carte originali. Il secondo è quello di Renzo Piano, cioè colui che ha disegnato l’Auditorium e che mantiene un ruolo di supervisore sullo «skyline» dell’intera area. Chissà che il restyling non venga affidato proprio a lui. (Corriere della Sera)

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