Lotito pensa ad un cambio di allenatore? Sky Sport 24: “No, Reja rimarrà al suo posto”

Lotito pensa ad un cambio di allenatore? Sky Sport 24: “No, Reja rimarrà al suo posto”

AGGIORNAMENTO ORE 12.18 – “Con o senza Europa, Reja rimarrà al suo posto. Questo è sicuro. Il tecnico biancoceleste ha ancora un anno di contratto ed il prossimo anno rimarrà dov’è: sulla panchina della Lazio”. A riferirlo è Sky Sport 24. La prima risposta è quella che conta: «Sono un…

di redazionecittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 12.18 “Con o senza Europa, Reja rimarrà al suo posto. Questo è sicuro. Il tecnico biancoceleste ha ancora un anno di contratto ed il prossimo anno rimarrà dov’è: sulla panchina della Lazio”. A riferirlo è Sky Sport 24.

La prima risposta è quella che conta: «Sono un dipendente», replica Reja a domanda sul futuro della panchina della Lazio. Si tratta di un segnale: al di là del contratto che vale anche per la prossima stagione, decide la proprietà. Che adesso valuta la soluzione del cambio tecnico, e il giro dei sondaggi è già partito. Stimolato da una contestazione che non fa prigionieri, che ha svuotato lo stadio e che ora si è abbattuta anche su Reja e sulle sue dichiarazioni sempre più da «uomo di Lotito», come ha ammesso lui stesso nel post-Toro, da d.g. «in pectore». E incentivato da una squadra giunta al capolinea della rifondazione strutturale, con l’opportunità dietro l’angolo del varo di un progetto giovani che non potrà essere affidato a Reja: per storia, per rispetto alla sua lunga carriera e anche per motivi squisitamente tecnici. Insomma, a prescindere dalla corsa al posto in Europa, si pensa a cambiare. Del resto anche i laziali, sui social e sulle radio, hanno già praticato il loro esonero. Morale, ovviamente. È che il solco con l’attuale gestione tecnica della Lazio sembra ormai incolmabile, specialmente dopo il cambio Keita-Pereirinha di sabato contro il Torino. Al netto delle legittime motivazioni tecniche alla base della decisione di Reja, il pubblico è insorto in una contestazione dettata dall’emotività, come se fosse finita la tolleranza verso i metodi di un tecnico abituato a privilegiare l’esperienza e il mestiere a scapito, talvolta, del talento: Keita è l’unica novità vera di quest’anno, il simbolo del cambiamento che la Lazio non può più rimandare.

 

E i connotati del nuovo corso possono dare l’identikit della scelta della società, comunque garantita dalla presenza di Reja (se vorrà il ruolo di «tutor» è suo). La lista è lunga e i cellulari bollenti, ma il campo si può restringere a tre aree di ricerca. La prima è quella della soluzione interna e, in questo senso, rimbalzano le dichiarazioni di Lotito su Simone Inzaghi a Firenze, la notte della Coppa Italia Primavera. «Con il passare del tempo ricoprirà ruoli sempre più importanti», disse il presidente dando un quadro del futuro tecnico della Lazio. Non si sa, però, se questo futuro sia così a breve termine, nel caso potrebbe essere praticabile forse con una gestione in tandem, come un’incubatrice. Anche per questo si stanno sondando altre soluzioni già pronte all’uso, senza necessità di particolari accorgimenti. È questa la seconda area di ricerca, quella più esotica, che contiene il profilo di Murat Yakin, allenatore in uscita dal Basilea dopo la scoppola rimediata a Valencia in Europa League. Vecchia conoscenza del d.s. Igli Tare, a dicembre, in pieno caos Petkovic, fece clamore la notizia di una cena romana tra i due. Poi però c’è la terza area, quella più orientata alla ricerca di certezze e sulla quale lavora Lotito in persona: qua il profilo non è ancora chiaro, si sa solo che il sondaggio presso Colantuono non ha prodotto alcunché. Ma già il tentativo dà l’impronta: un tecnico collaudato nella gestione dei giovani e, magari, già abituato all’aria pesante del calcio romano. In ogni caso, si cerca. (Corriere della Sera)

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