Lotito sta pensando a un confronto serrato. Studia per rifondare la Lazio, a luglio il nuovo progetto

Lotito sta pensando a un confronto serrato. Studia per rifondare la Lazio, a luglio il nuovo progetto

ROMA – Dieci anni, due fasi di Lotito. La contestazione lo sta spingendo a entrare nella terza fase, quella del dialogo, dell’apertura, dell’ascolto. Un passaggio obbligato se sei un imprenditore che produce calcio e l’obiettivo dovrebbe essere quello di divertire i tuoi tifosi, portarli allo stadio Olimpico (e non allontanarli),…

ROMA – Dieci anni, due fasi di Lotito. La contestazione lo sta spingendo a entrare nella terza fase, quella del dialogo, dell’apertura, dell’ascolto. Un passaggio obbligato se sei un imprenditore che produce calcio e l’obiettivo dovrebbe essere quello di divertire i tuoi tifosi, portarli allo stadio Olimpico (e non allontanarli), possibilmente farli abbonare al canale televisivo della società. Parliamo di terza fase perché la prima è stata superata e nella seconda Lotito ci si trova (e un pochino si è adagiato) da due o tre anni. Appena entrato al comando della Lazio, era la fine di luglio del 2004, per cercare consensi e portare dalla sua parte il popolo biancoceleste richiamò Paolo Di Canio dall’Inghilterra. In pochi se lo ricordano e gli rimproverano scarso attaccamento alle radici, ma il patron di Villa San Sebastiano aveva cominciato l’avventura portando a Formello un simbolo della lazialità. L’idillio durò pochi mesi e Lotito entrò in fretta nel percorso del risanamento e nella guerra di posizione con la Curva Nord. Si era messo sulla difensiva, gli capitava spesso di esprimere nel confronto una dirompente aggressività: accusava tutto e tutti. Un atteggiamento durato a lungo, con alcuni picchi assoluti, mitigato solo dopo una profonda conoscenza del sistema calcio, i primi successi e aver blindato la società.

 

ASCOLTO – Gli anni sono trascorsi e Lotito, con il tempo, ha mitigato le proprie reazioni, mantenendo una coerenza di fondo. Ha un forte potere di persuasione, vorrebbe sempre convincere ogni interlocutore delle sue ragioni, perseguite nell’interesse del club che presiede e rappresenta. La linea e la filosofia non sono mai cambiate. E se lo contestano, va avanti per la sua strada con fermezza, con decisione, con perseveranza. Questa era la fase due da cui cercherà di evolversi, aprendosi all’ascolto dei tifosi o dei contestatori. Così nelle ultime ore è nata e sta studiando l’idea di sottoporsi a un confronto serrato, a un dibattito in cui lui sia l’interlocutore in discussione e pronto a discutere le proprie scelte, in termini moderati e con cognizione di causa. Solo il tempo stabilirà se il suo punto di vista (tutto il mondo della Lazio mi deve capire e seguire, ma non viceversa) potrà almeno riequilibrarsi con la piazza. Questo è lo sforzo che proverà a fare Lotito.

MERCATO – Il resto è dettato dall’agenda stabilita con Tare e Reja per rifondare la Lazio in estate. Cinque o sei acquisti di primo livello, il progressivo inserimento dei talenti sbocciati nella Primavera campione d’Italia di Bollini. La gestione decennale di Lotito racconta come i successi siano stati accompagnati da altrettante cadute (quando tutti si aspettavano un altro salto di qualità), mentre alle contestazioni ha sempre reagito con investimenti indovinati. Dopo Chinaglia e lo scandalo di calciopoli (primavera 2006) riuscì a ricostruire la Lazio con Rossi e Sabatini, gettando le basi per l’unico ingresso in Champions. Dopo la stagione dei fuorirosa Pandev e Ledesma, rischiata la serie B con Ballardini, Reja e Tare nel luglio 2010 e nell’estate successiva, pezzo dopo pezzo (da Hernanes a Klose passando per Marchetti), allestirono la Lazio che il 26 maggio scorso Petkovic ha portato al trionfo nel derby di Coppa Italia e che adesso, con il vecchio Edy, sta provando a riconquistare un posto in Europa. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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