Re Luis e l’autotreno del Montenegro: Inzaghi può sorridere

Re Luis e l’autotreno del Montenegro: Inzaghi può sorridere

Il match di domenica scorsa è stato un vero trionfo per i biancocelesti, che guadagnano altri 3 punti prima della sosta

di Lorenzo Ottaviani

ROMA – I primi 45 minuti della sfida fra Lazio e Sassuolo sono stati fra i meno brillanti di questo inizio di stagione per i biancocelesti. La squadra di Bucchi sembrava essere più in palla, motivata e vogliosa di rovinare il pomeriggio di migliaia di tifosi capitolini giunti allo stadio Olimpico per ammirare gli Inzaghi Boys all’opera. Il rigore che ha portato in vantaggio gli emiliani è stato un funesto segnale per i calciatori della Prima Squadra della Capitale, un po’ imballati fisicamente e poco precisi nell’ultimo passaggio per impensierire seriamente Consigli. Ma poi ci ha pensato lui. L’uomo fattosi Super Sayan in questi primi due mesi, che è già riuscito a far dimenticare ai supporters biancocelesti il pulcino impaurito che l’anno scorso si affacciava timidamente sul campo di Formello. Luis Alberto non è più un gregario, ma un re. Perché solo chi ha il sangue blu del campione nelle vene può pensare di mettere la palla sotto l’incrocio in quella maniera. Ma Luis non l’ha solamente pensato, l’ha fatto. Ha trasformato la riflessione onirica in un gesto di clamorosa precisione balistica difficilmente concepibile anche per il grande Leonardo Da Vinci. L’ex-Liverpool esulta, abbraccia i compagni, saluta i tifosi. Il popolo lo acclama come suo nuovo idolo, come il centrocampista in grado di inventare giocate fuori dalla norma e di determinare come pochi altri nel nostro campionato. Il secondo tempo è un’altra partita. La Lazio è bella, pimpante, vogliosa di fare gioco e di bucare la rete avversaria. Luis Alberto – “Primo del suo nome, re degli Andali e dei Primi Uomini” e così via serve l’assist per il colpo di testa vincente di de Vrij, poi segna un altro gol. Cosa aggiungere? Match da protagonista assoluto, inarrestabile come il moto ondoso dell’oceano. Ma lo spagnolo non è l’unica nota lieta del trionfo di domenica scorsa.

CAN’T STOP MARUSIC

Marusic-Lazio

Nell’ultimo mese Adam Marusic ha fatto importanti passi avanti. Il montenegrino si sta calando dempre di più nella realtà capitolina e capisce meglio cosa gli chiede mister Inzaghi. Domenica non ha segnato né fatto assist per i compagni – cose che gli erano riuscite nelle scorse due partite – ma è sembrato sempre concentrato e dentro al match. Nel secondo tempo poi ha suonato la carica, andando più volte vicino al gol e rappresentando una spina nel fianco costante per il versante sinistro della difesa del Sassuolo. Adam continua a crescere, mentre Inzaghi si frega le mani. La sua Lazio prende sempre più forma e ora potrà recuperare anche qualche giocatore durante la sosta. Queste le parole del tecnico biancoceleste: CONTINUA A LEGGERE

13.

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