Ma com’è triste rimontare sotto i colli bolognesi…

Ma com’è triste rimontare sotto i colli bolognesi…

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BOLOGNA – Si riaccende di Lulic, il sole al tramonto. Cade il girone di ritorno ed è subito un altro “maledetto” giorno. Corroso purtroppo dalla benedizione della difesa biancoceleste. Dopo il Franchi c’eravamo illusi davvero, invece al risveglio il fondo del pozzo è più nero. Mauricio e Hoedt rimangono stesi sul guanciale, dopo 18’ in coma col quarto gancio Destro in carriera. In realtà, è Giaccherini a sfregiare – pronti, via – tutta la Lazio con un confetto velenoso. Una punizione sin troppo amara, nella vecchia casa di Pioli al Dall’Ara. Il mister però nella ripresa ritrova il Klose del 5 maggio 2013 col Bologna. Non più ei fu, siccome immobile. Oggi di quel securo il fulmine, tenea dietro al baleno: rigore e assist, due lampi nel buio. 

DEPRESSIONE – Le parole di rilancio rotte in mille pezzi, il destino di Pioli resta comunque impigliato a Bologna, nelle briciole di Donadoni. I ricordi rossoblù diventano spettri d’un triste presente: la Lazio ricrolla e reagisce solo nell’ultima mezz’ora. Per un’ora la palla non scivola, non c’è rombo di tacchetti né battito di piedi. Manca la forza di volere volare e non perdere tutto. Pioli non aveva mai schierato la stessa formazione per due gare consecutive in questo campionato, ma il binomio squadra che vince non si cambia non lo premia certo. La Lazio è il fantasma del Franchi. Solo un tiro alle stalle di Candreva nei primi 45’, nulla più.

FUTURO – Nella ripresa la rivoluzione 4-2-3-1, col ritorno in campo di Lulic e Klose al posto degli inesistenti Parolo e Djordjevic. Mosse decisive. Perché Candreva finalmente raccoglie con un “cucchiaio” il rigore conquistato dal panzer al 70’. Poi è Lulic a tornare alle origini, grazie a un assist di Miro: ritorno alla rete, dopo due mesi dall’infortunio, come la prima volta in Serie A. In superiorità numerica la Lazio insiste sino al gong, ma finisce 2 a 2. Un punto che serve a poco. La speranza ora s’aggrappa alla Juve, alla Coppa Italia. Per non restare a mezz’aria e provare raccogliere altri grammi (le semifinali) per l’Europa. Eppure i rossoblù non avevano certo un peso schiacciante, non c’era una montagna da scalare. Ma com’è triste rimontare sotto i colli bolognesi…

Cittaceleste.it

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