Manichini e funerale: la Procura indaga per “minacce”

Manichini e funerale: la Procura indaga per “minacce”

Non è bastato il comunicato della Nord a scacciare i spospetti

ROMA –  Prima il funerale a Trigoria, poi i manichini al Colosseo. Gli Irriducibili hanno rivendicato i gesti definendoli «un sano sfottò». Ma – sottolinea oggi il Tempo – a 5 giorni dall’ultimo fatto, non la pensa così il titolare del fascicolo: il procuratore aggiunto Francesco Caporale. Secondo il magistrato infatti dietro quel gesto potrebbero celarsi delle vere e proprie minacce volte a intimidire i tre giocatori: Salah, Nainggolan e De Rossi. Sul registro degli indagati, al momento, non è stato iscritto nessun nome. Ma gli inquirenti starebbero individuando una decina di persone che, secondo l’accusa, avrebbero organizzato il macabro spettacolo. Solo gli organizzatori dunque, e non tutti i partecipanti all’esibizione. Ovviamente si indaga tra gli Irriducibili della Curva Nord. Il compito non è proprio arduo, considerando che gli stessi tifosi, convinti di non commettere alcun illecito, avevano filmato e mandato in rete le proprie gesta. Qualora ve ne fosse bisogno, un aiuto alle indagini è arrivato anche dal programma televisivo Le Iene. Il giornalista Giulio Golia infatti aveva incontrato una delegazione di tifosi biancocelesti. Gli stessi, sempre nella convinzione che il gesto possa essere ricompreso all’interno della dialettica tra tifoserie rivali, avevano ribadito il loro concetto: «Abbiamo fatto diverse scenografie allo stadio che avevano avuto come tema “l’incubo” – avevano affermato davanti alle telecamere di Mediaset – e abbiamo riproposto la scenografia dell’incubo nell’ultimo derby che abbiamo vinto 3 a 1, quindi noi continuiamo su questo tema». Insomma le querelle è chiara: minacce o sfottò? Le indagini dovranno rispondere a questa domanda: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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