Marotta e la querela a Lotito, quello stop a orologeria della Figc…

Marotta e la querela a Lotito, quello stop a orologeria della Figc…

ROMA – Due notifiche, due date e, in mezzo, qualcosa che stona. Per raccontare il modo, molto anomalo e poco diretto, in cui si è chiusa la querelle nata il 26 settembre scorso fra l’ad bianconero Giuseppe Marotta e il patron della Lazio Claudio Lotito occorre partire dalla missiva spedita…

ROMA – Due notifiche, due date e, in mezzo, qualcosa che stona. Per raccontare il modo, molto anomalo e poco diretto, in cui si è chiusa la querelle nata il 26 settembre scorso fra l’ad bianconero Giuseppe Marotta e il patron della Lazio Claudio Lotito occorre partire dalla missiva spedita il 9 ottobre da Torino verso via Allegri a Roma, sede della Figc. In poche righe, Marotta spiega il perché intenda rivolgersi all’Autorità giudiziaria dopo le offese diffamatorie di Lotito: per uscire dal confine della giustizia sportiva serve infatti il via libera del presidente federale, sentito il consiglio della Federcalcio. L’obiettivo dell’ad juventino è mettere fine all’uscita a dir poco sgradevole di Lotito («Marotta con un occhio gioca a biliardo, con l’altro segna i punti…») presentando una denuncia penale. La lettera arriva in Figc anticipata via fax e in poche ore è notizia conosciuta. Marotta vuole andare fino in fondo, ma sa che se presentasse una querela senza l’ok federale andrebbe incontro a una sicura inibizione, anche di mesi. Così la strada è obbligata, come obbligata deve essere la risposta della Figc. Con altrettante poche righe, da via Allegri si sottolinea come, visto che ormai la questione è stata risolta in ambito sportivo con una sanzione di 10 mila euro nei confronti di Lotito, non si ravvisino i presupposti per concedere l’autorizzazione ad adire le vie legali della giustizia ordinaria. «Pensavo che fosse solo una questione formale l’autorizzazione da parte della Federazione» commenta amareggiato Marotta.

 

La risposta della Figc è discutibile per alcuni ma lecita, se non fosse che la data della comunicazione federale è il 1º dicembre, giorno in cui viene reso ufficiale il patteggiamento tra il patron della Lazio e la Procura della Figc per i già citati 10 mila euro di multa. Alla richiesta di Marotta, dunque, la Figc ha risposto solo a procedimento sportivo concluso, anzi nelle stesse ore in cui l’azione disciplinare si chiudeva. Una tempistica a dir poco strana. In Figc si fa notare come proprio sul tema della giustizia sportiva il governo Tavecchio abbia avuto l’agenda strapiena tra riforme e relative problematiche. Ma è inevitabile chiedersi come mai non sia stato trovato un minuto di tempo per dare seguito alla richiesta di Marotta, mentre questo tempo è saltato fuori nel momento in cui il patteggiamento di Lotito era già stato tradotto in atto ufficiale. Il patron laziale si salva da una querela, ma sullo sfondo si affaccia una giurisprudenza rivoluzionaria sul tema della possibile violazione della clausola compromissoria. L’assist arriva dal basket, dove il gm della Virtus Roma, Nicola Alberani, presentò una denuncia-querela presso i Carabinieri verso l’ex tecnico Marco Calvani ritenendosi da lui diffamato tramite stampa. Risultato? Otto mesi di inibizione in 1º grado dalla Federbasket, assolto in appello. E Marotta che farà adesso? «Non lo so, adesso valuteremo». (La Stampa)

Cittaceleste.it

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