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Milinkovic, la “testa” è solo per la Lazio

Milinkovic, la “testa” è solo per la Lazio

E’ diventato in pochi minuti l’eroe della Coppa Italia, ma a fine stagione dovrà capire se vestirà ancora questa maglia. Ci sono tanti club interessati, ma ora Lotito tornerà a chiedere 100 milioni

di redazionecittaceleste

ROMA – Cuore e soprattutto testa. Se non hai un ginocchio né una caviglia, puoi metterci solo quella. Così Milinkovic vola e porta tutta la Lazio sulla luna: “Questa Coppa non è per me né per Correa, è per tutti noi che abbiamo fatto tante partite per arrivare qui”.

“E’ stata un gara molto intensa, soprattutto nella ripresa, ma noi abbiamo fatto 2 gol in cinque minuti e l’abbiamo ammazzati. Ci siamo meritati questa vittoria”. Il serbo entra, conquista il fallo laterale, il corner e schiaffa la Coppa Italia in porta. Lui a San Siro al 12′ l’aveva lasciata, da allora era partito il suo conto alla rovescia. Lo ha chiuso svettando in area con rabbia, dopo aver vissuto una gara di sofferenza in panchina. Chissà se questa sarà l’ultima, Milinkovic adesso però si gode solo la gioia. Ha segnato e si è precipitato a cantare e ballare sotto la Curva, la stessa che gli aveva dato del mercenario dopo un pessimo girone d’andata. Sergej non ha detto una parola, ha fatto finta di nulla e ha fatto godere a tutti la festa. Ecco che succede quando uno è un campione con la testa. Quest’anno è stato il suo marchio di fabbrica, a San Siro aveva trafitto Handanovic con un’altra capocciata. Col Milan era invece scoppiato in lacrime per il dolore (e la doppia distorsione) su una scivolata: “Preparavo da allora questa gara. E’ stata dura per me dopo l’infortunio, ma ho fatto il massimo con lo staff medico e alla fine c’ho messo il mio zampino. La prossima volta toccherà a Ciro…”.
FAVOLA
Tutto bene quel che finisce con la gloria. Alla fine Sergej apre e chiude questa Coppa Italia. Aveva segnato il 12 gennaio pure all’esordio col Novara, entra a meno d’un quarto d’ora dal gong della finale e capovolge l’Atalanta. Stacca addirittura sulla caviglia infortunata, si porta tre metri sopra il cielo ed è subito sotto la Curva. Si fa stritolare dei compagni, si stringe forte la maglia. Nei prossimi giorni Lotito e lui dovranno però decidere se rimarrà la sua. Intanto, sudata, è entrata nella storia e nessuno potrà cancellare questa favola. Nemmeno la corte rossonera: Leonardo c’aveva provato la scorsa estate, ha cominciato a riparlarne a gennaio, non demorderà (nonostante il fair play) a giugno.
MERCATO
Rimane incerto il suo futuro. Anche perché potrebbe scatenarsi pure un derby milanese per Milinkovic. E fra le due litiganti ci sono pure club galattici: da mesi in Spagna assicurano che il Real Madrid busserà alla porta, ci sono pure le squadre di Manchester in fila. Adesso tutti i riflettori tornano su Sergej: s’era svalutato il suo cartellino nei primi mesi, per Lotito torna a valere 100 milioni. Milinkovic però non ha ancora venduto l’anima al Diavolo, anzi ha dimostrato d’avere la “testa” solo per la Lazio. E la voce per il coro: po-poro-po’, questa Coppa è anche per Bakayoko.

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