Nel poker di derby, la Lazio cala gli assi: nel 1958 la vittoria della Coppa Italia

Nel poker di derby, la Lazio cala gli assi: nel 1958 la vittoria della Coppa Italia

Anche allora la prima sfida di campionato fu persa, ma alla fine arrivò il primo trofeo della storia biancoceleste

ROMA – Non solo derbis. Ci sarà il terzo e pure il quarto in questa stagione, dopo quello già giocato il 4 dicembre. Una quaterna infernale perché Inzaghi, dopo averlo raggiunto a 50 punti alla 26esima giornata, sa già che non potrà certo giocarsi le carte del maestro Eriksson nel 97’/98’. Tutti sotto la Nord manco fosse Las Vegas: «Fare il vostro gioco, noi poker servito». I quattro assi calati dallo svedese coreografati dalla Curva per narrare una mano unica nella storia della capitale. Così l’8 marzo, con due reti e un mazzolino di quattro successi consecutivi, Boksic e Nedved celebravano la festa della donna più bella. Adesso la Lazio scongiura di perdere la dote, Immobile e Felipe spizzano però la partita in salita per una scala reale verso la finale. Come accadde nella stagione 1957/58, la prima in cui si disputarono per la prima volta quattro stracittadine, peraltro tutte in gare ufficiali: Da Costa, vera bestia nera dei biancocelesti, realizzò una rete in ogni sfida, ma alla fine uscì a testa bassa.

BUON AUSPICIO – Potreste interpretarlo come un buon presagio. Anche allora la Lazio perse il derby d’andata in campionato con un sonoro 3-0. Poi non solo si rifece al ritorno (2-1), ma anche e soprattutto in Coppa Italia eliminando la Roma nel doppio confronto del girone eliminatorio (3-2 e 1-1). Passaggio del turno e biancocelesti spediti dritti verso la prima finale del dopoguerra. Così il 24 settembre 1958 ecco in bacheca il primo titolo italiano dall’anno della sua fondazione. Trofeo alzato in alto, acceso dai riflessi delle fiaccole dii 55mila tifosi all’Olimpico: la favoritissima Fiorentina piegata, ironia del destino, dalla rete dell’ala Maurizio Prini, fresco ex viola.  Un’indomita Lazio, addirittura in nove uomini nel finale, stremati e asserragliati in difesa, con Lovati abile a neutralizzare ogni tiro. Al fischio finale mister Bernardini invade il campo e urla a squarciagola. Una gioia strozzata in parte dal passaggio clamoroso di Selmosson alla Roma, in rete nel derby della stagione successiva.

MERAVIGLIOSI – Al 98’ in parte – scrive IlMessaggero – abbiamo già accennato col 3-1 in campionato a sigillare il poker. Ma prima di quella gara di ritorno, il 3-1 in campionato, nel primo novembre ’97, e le due partite valide per i quarti di Coppa Italia (4-1) e (2-1). Due reti a testa per Boksic, Jugovic, Mancini e Nedved e una targa in marmo a Formello nel “viale dei meravigliosi”. Strada più tortuosa nel 2002/2003: in campionato due pari (2-2 e 1-1), nelle semifinali di Coppa Italia Roma vittoriosa in entrambi le sfide, ma i biancocelesti godono per la sconfitta giallorossa in finale col Milan. E per quello che succederà all’Olimpico 10 anni dopo, il 26 maggio al 71’: batticinque Candreva-Lulic, la Lazio fa Roma in un giorno e centra la Coppa eterna. Quella è un’altra storia, nessuna rivincita andata e ritorno, nel 2013 si decide tutto nel terzo scontro. Adesso invece per la quarta volta si torna a quattro, anche se rimangono solo tre sfide. O forse no. Ce ne sarebbe un altro di derby sulle sponde del Tevere: la Roma sembra aver vinto quello sullo stadio, ma Lotito non ha detto l’ultima parola: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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