OBIETTIVO DOPPIO – La Lazio ci prova

OBIETTIVO DOPPIO – La Lazio ci prova

ROMA – Pioli vuole l’intera posta: secondo posto e coppa Italia. Il tecnico della Lazio è diventato insaziabile e sprona i suoi giocatori a mantenere alta la concentrazione, l’umiltà e dare tutto da qui alla fine. E i tifosi non sono da meno, anche perché in ballo, coppa a parte,…

ROMA – Pioli vuole l’intera posta: secondo posto e coppa Italia. Il tecnico della Lazio è diventato insaziabile e sprona i suoi giocatori a mantenere alta la concentrazione, l’umiltà e dare tutto da qui alla fine. E i tifosi non sono da meno, anche perché in ballo, coppa a parte, c’è, probabilmente, uno dei derby più importanti della storia, visto che vale la Champions League diretta. La marcia trionfale della formazione biancoceleste ha cancellato il torpore e affievolito la contestazione a Lotito; ma, soprattutto, ha risvegliato l’entusiasmo. Basti pensare che a sette giorni dalla sfida casalinga di campionato con l’Empoli, sono stati venduti oltre ventimila biglietti, quasi un record. Al momento all’Olimpico, inclusi gli abbonati, si sfiorano le cinquantamila presenze per la gara di domenica pomeriggio alle ore 15.

 

 

L’ENTUSIASMO – La felicità dei tifosi è così alta che per far sentire il proprio appoggio e sostegno alla squadra, considerando che la trasferta di coppa Italia per la semifinale di ritorno di domani sera con il Napoli è vietata, la curva Nord ha dato appuntamento a tutti questo pomeriggio alle ore 15 alla stazione Termini. I tifosi vogliono così salutare la squadra in partenza per la città campana e farle sentire l’appoggio e l’affetto, caricandola per la difficilissima gara contro Higuain e compagni. Si prevede un bagno di folla, che potrebbe creare problemi di ordine pubblico e al traffico. Tutto questo affetto nasce dal fatto che la Lazio sta stupendo per la rimonta in classifica, per il gioco e per la sfrontatezza da grande squadra. Sorprendenti sono i numeri sia a livello nazionale, che europeo.

LA FABBRICA DEL GOL – I biancocelesti con 54 reti sono il secondo attacco del campionato a sole tre lunghezze dalla Juve prima in classifica. E tutto questo senza avere un bomber di razza come sono Tevez, Higuain o l’interista Icardi. La ricchezza della formazione laziale sta in un gruppo di cinque giocatori, per la maggior parte centrocampisti, che hanno superato le sette reti ciascuno. Sono Felipe Anderson e Klose a quota 9, Mauri a 8, Parolo e Djordjevic a quota 7. E dal gruppo manca ancora Candreva, il bomber della passata stagione con 12 gol, che è fermo a sei reti, anche se è il re degli assist, ben 11. Numeri di squadra eccezionali che in serie A non ha nemmeno la Juve. E che, in Europa, sarebbero da record anche nella Liga, in Premier League, nella Ligue1 e in Bundesliga.

VICINI A ROSSI E MAESTRELLI – La Lazio di Pioli è dunque una squadra destinata a entrare nella storia del club biancoceleste. A Cagliari c’è stata la settima vittoria consecutiva e domenica prossima, all’Olimpico, c’è la possibilità di raggiungere due allenatori del passato: Tommaso Maestrelli e Delio Rossi. Il tecnico dello scudetto (nel 1972-73) il secondo (nella stagione 2006-07) hanno portato la squadra biancoceleste a vincere otto partite consecutive. Basta un solo passo, dunque, per eguagliare il record. Più difficile, ma non impossibile per questa squadra, sarà raggiungere Sven Goran Eriksson, che l’anno prima lo scudetto del 2000 arrivò a nove vittorie di fila in campionato. Dopo l’Empoli, infatti, i biancocelesti faranno visita alla Juventus, nello stadio-bolgia di Torino e vincere sul campo della prima in classifica, finora ci sono riusciti davvero in pochissime squadre italiane (Inter e Samp in campionato, Fiorentina in coppa Italia). Il 3 a 1 in Sardegna è stato pure il quarto successo consecutivo in trasferta dei biancocelesti, altro bel primato a livello europeo, visto che solo il Real Madrid con 7, Bayern Monaco e Barcellona con 5 per ora hanno fatto meglio della Lazio. Statistiche e numeri a parte, Pioli non può che essere soddisfatto di quello che ha creato, anche perché c’è la forte sensazione che sia solo l’inizio di un qualcosa destinato a crescere sempre di più e a diventare solido e importante nel tempo. (Il Messaggero)

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