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Per Lotito non è Primavera

Per Lotito non è Primavera

«Quei pochi tifosi che c’erano domenica li abbiamo sentiti molto. Alla fine c’è stata partecipazione, spero che questa situazione diventi positiva e che venga più pubblico. Senza tifosi diventa difficile». Eccolo, l’ennesimo appello di Edy Reja. Per uno stadio meno vuoto, il suo slogan. Eppure no, non può fermare l’onda…

di redazionecittaceleste

«Quei pochi tifosi che c’erano domenica li abbiamo sentiti molto. Alla fine c’è stata partecipazione, spero che questa situazione diventi positiva e che venga più pubblico. Senza tifosi diventa difficile». Eccolo, l’ennesimo appello di Edy Reja. Per uno stadio meno vuoto, il suo slogan. Eppure no, non può fermare l’onda lunga della contestazione societaria della tifoseria biancoceleste. Brunch al sapor d’Europa League con la Sampdoria, la Lazio si gioca le ultime sue carte, ma anche oggi lo stadio Olimpico sarà deserto o quasi. Solo 2500 i biglietti venduti per la sfida ai blucerchiati, solo poche migliaia di abbonati decideranno di entrare e ci saranno sugli spalti; la curva Nord rinnova l’invito, alimenta la protesta, che la Lazio – o meglio, il presidente Lotito, perché la contestazione non si è mai rivolta alla squadra – resti senza tifosi, almeno sino a fine stagione.
Così è stato con l’Atalanta, così col Milan dopo il cartellino rosso agli striscioni con le domande al presidente, almeno nel secondo tempo col primo al grido «Libera la Lazio». Col Parma erano appena 10 mila i tifosi biancocelesti sugli spalti (praticamente deserti i seggiolini in curva Nord e Distinti), 3500 circa i tagliandi venduti. Le aspettative, per il lunch match della domenica, saranno anche al di sotto della doppia cifra. La tifoseria laziale continua sulla strada dell’assenteismo per urlare il suo malcontento, trascina l’iniziativa lontano dall’Olimpico.

 

Contestazione di Primavera, e no che non c’entrano nulla le piccole aquile di Simone Inzaghi. La protesta contro la società arriva a Formello, dove ieri è andata in scena la sfida per il primato tra Lazio e Fiorentina (terminata poi 1-1 con la vetta ancora capitolina); in duemila per sostenere i biancocelesti, immancabili i cori contro il presidente: «Perché Lotito se ne deve andare», cantano i tifosi dalle scalinate del Fersini. La Primavera, però, non si tocca; la curva Nord è stata chiara sin dall’inizio della contestazione, ha invitato tutti a seguire la straordinaria stagione della Lazio di Tounkara & Co. Che il 9 aprile a Firenze si giocherà la Coppa Italia, nella finale di ritorno contro i viola. Una finale a cui non potranno essere presenti tutti i supporter laziali che non hanno sottoscritto la tessera del tifoso, una decisione inaspettata che ha gettato benzina sul fuoco al malcontento della tifoseria: «Firenze ci hai fatto vietare per non farti contestare», questo lo striscione che i tifosi hanno dedicato a Lotito.
La società, da parte sua, smentisce ogni coinvolgimento nella decisione. Il provvedimento, infatti, sarebbe stato preso dalla Lega calcio – che si occupa dell’organizzazione dell’evento – in accordo con la Questura di Firenze perché «si teme un afflusso in massa dei tifosi biancocelesti». Una nota stonata, però, ieri ha suonato. Qualche buu razzista (di pochi, è giusto precisare) nei confronti di Bangu, marcatore dal dischetto per il pareggio viola. (Il Tempo)

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