Petko se ne va? Fra le ipotesi Yakin, Allegri e Guidolin

Petko se ne va? Fra le ipotesi Yakin, Allegri e Guidolin

ROMA – Non si muove a gennaio: “Ora penso solo al Basilea”, parola di Murat Yakin. Alla Lazio ci penserà a giugno. Lotito gli ha proposto la panchina biancoceleste, c”è stato più di un contatto segreto, Ramzy lo ha messo in difficoltà: “Ho ricevuto un”offerta da Tare per lavorare con…

ROMA – Non si muove a gennaio: “Ora penso solo al Basilea”, parola di Murat Yakin. Alla Lazio ci penserà a giugno. Lotito gli ha proposto la panchina biancoceleste, c”è stato più di un contatto segreto, Ramzy lo ha messo in difficoltà: “Ho ricevuto un”offerta da Tare per lavorare con Yakin alla Lazio”. L”attuale allenatore del Basilea non smentisce, ma è in evidente imbarazzo: “Non ho la minima idea del motivo per cui Ramzy abbia fatto questa dichiarazione”. Pensava forse che dalle piramidi d”Egitto la sua voce non sarebbe arrivata in Europa. Invece, eccola lì, ad aggiungere ulteriore concretezza alla pista biancoceleste portata avanti ormai da un mese.

YAKIN CON KLOSE – Il Kaiserslautern, stagione 2000/01, alla Lazio: Yakin allenatore, Ramzy vice, Tare ds. E non finisce qui. La punta di diamante di quella formazione era un certo Klose. Tutti si augurano che il panzer – fra i mugugni di spogliatoio e tifosi – da qui a fine stagione non abbia altri intoppi “mondiali” di mezzo: sta ancora recuperando dalla lussazione alla spalla. La Lazio ha tanto bisogno del tedesco, quest”anno ne ha praticamente sempre dovuto a fare a meno. Adesso Miro deve tornare se stesso: anche la società s”interrogherà a fine stagione, ma un eventuale sbarco a Formello dell”ex compagno Yakin sulla panchina biancoceleste potrebbe spingere Klose a restare un altro anno ancora, prima di volare negli States.

SOLO DA GIUGNO – Per il prossimo anno Yakin (da non tralasciare però Allegri e Guidolin) è in pole. Proprio lui che aveva studiato da Petkovic gli schemi dello Young Boys, può esserne il successore. Ma non subito: è vero che è in rotta col Basilea, Murat però vuole godersi la sua avventura in Champions. A giorni discuterà il rinnovo col club svizzero, difficilmente ci sarà la fumata bianca, ma di certo non si dimetterà. Anche perché, se così fosse, dovrebbe ottenere la risoluzione per potersi poi accasare subito altrove. Come Petkovic. Lotito – almeno di facciata (“Mi ha assicurato che non ci sono stati contatti con la Svizzera”) – crede a Vlado, ma in fondo si consolerebbe con una bugia: Petkovic non vuole dimettersi, il presidente non vuole esonerarlo e pagarlo (600 mila euro) invano, si arriverà alla risoluzione sotto l”albero? Lotito ha parlato di tre partite, ma – a prescindere dai risultati – attende notizie dai cantoni per “smascherare” il tradimento. E agire?

VLADO PROTETTO DALLE REGOLE – La Lazio potrebbe chiedere la risoluzione o ambire a una riduzione del compenso o ancora a un risarcimento danni, ma troverebbe una strada legale tutta in salita. “La mia testa e il mio cuore saranno alla Lazio sino a giugno”: la promessa di Vlado è inattaccabile. Perché non c”è norma che disciplina la firma anticipata (a differenza dei giocatori, a sei mesi dalla scadenza) di un allenatore. L”articolo 33 comma 2 del settore tecnico recita: “Possono trasferirsi nella stessa stagione sportiva presso Federazioni Estere, tecnici tesserati in Italia a seguito di risoluzione del rapporto a qualsiasi titolo purché sopravvenga accordo consensuale al trasferimento con la società di appartenenza e parere favorevole del Comitato Esecutivo del Settore Tecnico”. Ma il biennale di Vlado partirà solo da luglio, dopo il mondiale in Brasile firmato Hitzfeld, quindi non avrebbe motivo – se non morale, eventualmente – di accettare la risoluzione in questa stagione. Diverso il discorso se volesse diventare “Osservatore” della Nazionale già a febbraio. (Ilmessaggero.it)

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