Pioli, il campione low cost

Pioli, il campione low cost

ROMA – È vero, Pioli non fa calcoli. Non ama ragionare sui numeri, lo ha fatto capire sin dall’inizio. Eppure la somma dei suoi risultati è impressionante. Un mix di record divorati e traguardi eguagliati, una miscela perfetta e sorprendente. E’ Stefano il «condottiero» l’uomo della riscossa. Ha trasformato la…

ROMA – È vero, Pioli non fa calcoli. Non ama ragionare sui numeri, lo ha fatto capire sin dall’inizio. Eppure la somma dei suoi risultati è impressionante. Un mix di record divorati e traguardi eguagliati, una miscela perfetta e sorprendente. E’ Stefano il «condottiero» l’uomo della riscossa. Ha trasformato la Lazio, ha trasmesso una mentalità vincente, ha riportato i risultati e gente allo stadio. Non sbaglia un colpo, ha fatto ricredere gli scettici e convinto la società, è la novità più entusiasmante della stagione. E presto arriverà anche la chiamata del presidente Lotito (in realtà le parti sono già d’accordo su tutto): il rinnovo del contratto è una questione chiusa, molto dipenderà dal piazzamento finale in campionato. In caso di Champions League, Pioli prolungherà per altri due anni (un solo anno qualora la squadra entrasse in Europa League).

 

Questione di numeri, come al solito: i tifosi iniziano a paragonarlo Tommaso Maestrelli, storico tecnico del primo scudetto laziale. A proposito di record: se la Lazio dovesse battere l’Empoli domenica in campionato, Pioli raggiungerebbe Delio Rossi fermo a 8 vittorie consecutive collezionate nel 2006-2007. Meglio in biancoceleste ha fatto solo Eriksson, arrivato a quota 9 nell’anno precedente al secondo tricolore. La cooperativa del gol e il calcio totale, gli amanti del pallone ringraziano. E tutto questo a prezzi vantaggiosi, incredibile ma vero: Pioli è tra gli allenatori meno pagati della serie A, primo soltanto a Sarri dell’Empoli (300 mila euro), Maran del Chievo (400 mila euro), Bisoli del Cesena (400 mila euro) e Zeman del Cagliari (500 mila euro). Il tecnico della Lazio guadagna 600 mila euro, attualmente è dietro Mandorlini, Di Francesco, Iachini, Donadoni, Ventura, Stramaccioni, Reja e Colantuono esonerato dall’Atalanta. Da non crederci, senza dimenticare gli altri tecnici, i famosi big: Benitez – sesto in classifica con il Napoli e fuori dalla Coppa Italia proprio a causa della Lazio – percepisce 3,5 milioni di euro a stagione, il più pagato in Italia. Mihajlovic, quinto con la Sampdoria, ha strappato un contratto da 1,2 milioni. Montella, quarto con la Fiorentina, 1,4. Mentre Garcia con la Roma ha siglato un accordo da 2.5 milioni di euro. Chiude Allegri, nel mirino di Lotito per tutta l’estate, con 2,4 milioni di euro alla Juventus, forse lo stipendio più adeguato visto il cammino nelle tre competizioni.
E poi c’è il disastro delle milanesi, un tracollo tecnico ma anche economico: Berlusconi sarà costretto a pagare Inzaghi per 1,5 milioni di euro. Non è da meno Thohir, anzi: il presidente indonesiano – oltre a quello di Mancini (2,7 milioni) – a giugno si ritroverà sulle spalle anche l’ingaggio di Mazzarri, tra i più salati in circolazione (3,3 milioni di euro). Esulta la Lazio, terza in classifica ad un punto dalla seconda e in finale di Coppa Italia, un successo fantastico. Frutto di una programmazione studiata a tavolino, condivisa esclusivamente con l’allenatore. Stefano Pioli, il sergente elegante, una risorsa fondamentale: il vero fuoriclasse è seduto in panchina. (Il Tempo)

Cittaceleste.it

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