Protesta? Lotito resta in silenzio.

Protesta? Lotito resta in silenzio.

ROMA – L’indice di popolarità non è elevato, di questo Lotito si deve rendere conto e non c’è bisogno di una mobilitazione di protesta per comprendere come sia suo compito ricucire il rapporto (forse mai sbocciato) con la piazza della Lazio. Ci sono, però, anche altre osservazioni di cui tenere…

ROMA – L’indice di popolarità non è elevato, di questo Lotito si deve rendere conto e non c’è bisogno di una mobilitazione di protesta per comprendere come sia suo compito ricucire il rapporto (forse mai sbocciato) con la piazza della Lazio. Ci sono, però, anche altre osservazioni di cui tenere conto. Il presidente oggi sarà al suo posto, in tribuna Monte Mario, e terrà duro. Le contestazioni lo hanno ferito, ma quasi sempre gli sono scivolate addosso. Ha finto indifferenza. Una corteccia, una corazza dietro a cui nascondere il proprio orgoglio: il suo lavoro è molto più apprezzato fuori Roma e anche nelle sedi istituzionali del calcio (Lega e Figc, per esempio) dove la Lazio in passato ha sempre contato meno di zero, anche ai tempi di Cragnotti, evocato giovedì sera (un caso?) dalla Curva Nord. Lotito, nelle ultime due settimane, non ha più parlato.

 

 

E’ ovvio, dovrebbe dare dei segnali e far capire, dopo dieci anni, che tipo di dimensione dare alla Lazio nel futuro a breve scadenza. Ma in questa città è sempre più difficile parlare di calcio. Le stesse considerazioni, otto mesi fa, penetravano Trigoria, mentre Lotito in piazza San Silvestro, con la Coppa Italia in mano, era portato in trionfo. Poco più di un anno fa si era presentato sotto la Nord a braccetto con Gascoigne. La tregua è durata poco e forse i risultati sportivi non c’entrano. Anche per questo motivo le istituzioni tengono gli occhi aperti e vigilano sulle vicende della Lazio per verificare che le contestazioni (pacifiche e calcistiche) a Lotito non si confondano eventualmente con tentativi di scalata al club (è già accaduto in passato, non si può escludere) e perché a Formello oggi potrebbero legittimamente rispondere con la domanda contraria: liberare la Lazio per darla a chi? (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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