Petko sogna il panettone nella città dei pandori

Petko sogna il panettone nella città dei pandori

di SIMONE IPPOLITIROMA – Nella speranza di mangiare il panettone nella terra dei pandori. E’ questo il destino beffardo di Petkovic e il prologo non è per nulla incoraggiante. Nonostante la temperatura fredda che accoglie le due squadre, la Lazio trova un bel tepore in area di rigore per addormentarsi…

di SIMONE IPPOLITI

ROMA – Nella speranza di mangiare il panettone nella terra dei pandori. E’ questo il destino beffardo di Petkovic e il prologo non è per nulla incoraggiante. Nonostante la temperatura fredda che accoglie le due squadre, la Lazio trova un bel tepore in area di rigore per addormentarsi in occasione del vantaggio di Toni. Troppo facile per il campione del mondo e la Lazio che si trova sotto di un gol senza nemmeno essersene accorta. Petkovic, risucchiato dalla panchina non si scorge per i primi 20 minuti, forse per non vedere troppo da vicino il folletto Iturbe umiliare Lulic. Il bosniaco in grande confusione è senza dubbio il peggiore del primo tempo e sulla sua fascia non si salva nemmeno Ederson, completamente spaesato e ignaro del ruolo affidato dal tecnico. Ma poi si accende la luce, solo per un attimo. Biglia pareggia e urla tutta la sua rabbia. Il suo momento è arrivato e lo dimostra in mezzo al campo. L’argentino comincia a dettare i tempi e con la copertura di Ledesma e Onazi, gli danno maggiore sicurezza e libertà di manovra. Ma sulla mediana il Verona gioca bene e Toni fa reparto da solo. E su un calcio di punizione guadagnato dal  numero 9 gialloblù, arriva il 2 a 1 di Iturbe, il migliore, complice però uno svenimento sulla linea di Marchetti che riprende i sensi solo per vedere il pallone nel sacco.

 

Petko nella ripresa sorprende tutti e non cambia nessuno. Confermato anche Ederson costantemente bersagliato dalle indicazioni del tecnico bosniaco. Rafael è in giornata di grazia e la buona sorte bacia i suoi guantoni. Su un colpo di testa ancora di Biglia l’estremo veronese se la ritrova in braccio e risponde di istinto. Visto il periodo, oggi farebbe quaterna con tre numeri…E proprio dalle mani sante di Rafael parte il contropiede che porta al terzo gol di Romulo. Cana, salito in area di rigore per il calcio d’angolo, arranca e non torna. A difesa scoperta, troppo facile per il Verona dare il colpo del ko ad una Lazio in panne. Hallfredsson pare Zico, Toni sembra avere vent’anni, mentre Petkovic non sa più dove mettere le mani. Quasi sfiduciato il tecnico biancoceleste, passeggia, si ferma e stende le braccia lungo il corpo, giusto il tempo di vedere il quarto gol, ancora di Toni col doppio scivolone prima di Onazi e poi di Cana. Lazio al tappeto e Petko sempre più lontano da Roma.

Cittaceleste.it

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