Rabbia Mauri: «Lazio, non hai giocato!»

Rabbia Mauri: «Lazio, non hai giocato!»

CATANIA – Un gol per liberarsi di un peso, per lanciare un urlo, per correre incontro ai tifosi, per non sentirsi prigioniero degli incubi, per sbloccarsi. Un gol dopo più di un anno dall’ultima volta (era il 3 febbraio 2013, Genoa-Lazio 3-2), un gol che Stefano Mauri ha dovuto festeggiare…

CATANIA – Un gol per liberarsi di un peso, per lanciare un urlo, per correre incontro ai tifosi, per non sentirsi prigioniero degli incubi, per sbloccarsi. Un gol dopo più di un anno dall’ultima volta (era il 3 febbraio 2013, Genoa-Lazio 3-2), un gol che Stefano Mauri ha dovuto festeggiare a metà, forse meno. La festa è finita presto, troppo presto: «Sono contento per il gol, ma avremmo dovuto giocare diversamente. Ci abbiamo messo del nostro, eravamo troppo lenti. Purtroppo è andata male, siamo andati subito in svantaggio e nel secondo tempo eravamo troppo bassi, non riuscivamo a giocare, facevamo troppi tocchi, eravamo prevedibili, loro si chiudevano e ripartivano in contropiede. Abbiamo giocato come volevano…».

GLI ERRORI – Un favore al Catania, ecco cosa ha fatto la Lazio. E le controindicazioni si conoscevano bene: «Sapevamo che sarebbero partiti in modo forte e alla prima vera azione hanno fatto gol. Sono bravi a chiudere i varchi centrali, questo ci ha creato dei problemi». La trappola catanese ha funzionato, gli errori sono stati evidenti e capitan Mauri non li ha nascosti: «E’ andata male. Nel primo tempo abbiamo fatto un buon possesso palla, ma non abbiamo creato tanto, dopo l’intervallo siamo calati, abbiamo aperto troppi spazi. Quando tieni palla fatichi di meno, è vero, ma se gli avversari partono in contropiede fai molta più fatica perché devi correre all’indietro, questo ti toglie parecchie energie». Non cerca scuse Mauri e non ha molte spiegazioni da fornire: «Cosa è successo? Non lo so, vedremo in settimana. Il Catania ha caratteristiche particolari, se deve fare la partita va in difficoltà perché lascia tanti spazi, se può chiudersi e ripartire si trova a suo agio, così è stato». Si pensa all’Europa, non c’è altro da fare: «Voltiamo pagina, giovedì c’è l’Europa, è una competizione importante, ci teniamo, speriamo di andare il più avanti possibile. Lavoriamo tutto l’anno per raggiungere la qualificazione, siamo ancora in corsa, c’è tempo per recuperare, possiamo riuscirci, ci proveremo. La Lazio merita di giocare sempre in determinate competizioni, non può starne fuori».

 

 

 

 

IL MOMENTO – Il ritorno in campo nel derby, entrando in corsa. Il ritorno in campo da titolare ieri a Catania (dopo un anno e passa, era sempre il 3 febbraio 2013), quante emozioni per Mauri, una dietro l’altra: «Quella che ha preceduto il derby è stata una settimana particolare per me, rientrare in una partita del genere ti provoca una grande emozione. In questa settimana, invece, tutto è stato più tranquillo, sono tornato a fare quello che facevo». Non è facile tornare dopo mesi di inattività, gli sforzi sono multipli, il fiato è corto: «Sto abbastanza bene fisicamente, dopo tanto tempo ci vogliono varie partite per riprendere il ritmo, soprattutto sul breve, questo è normale. Ho solo bisogno di giocare». Il derby ha tolto energie, può essere una delle cause del crollo. Mauri però non ci crede molto, la sua versione è diversa, eccola: «Il derby conta relativamente, c’è stata una settimana intera per recuperare, prendere gol dopo pochi secondi ti complica la vita, la partita è cambiata subito, uno dei problemi è stato certamente questo. E’ un peccato, avevamo recuperato ed è arrivato il loro raddoppio». Un colpo preso al volto ad inizio partita, un altro colpo beccato ad inizio secondo tempo. La Lazio è andata in tilt, capita spesso, è anche una questione mentale: «Secondo me non è una questione di approccio sbagliato, trovarsi sotto a Catania mette tutto in salita. Ci servivano punti in classifica, è questo il rammarico. Il morale va tenuto alto». (Corriere dello Sport)
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy