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Raggi al buio sullo stadio delle Aquile: nuovo round fra un mese a Formello

Raggi al buio sullo stadio delle Aquile: nuovo round fra un mese a Formello

Rimane la differenza di posizioni fra la Lazio e il Campidoglio, che potrebbe non accogliere mai il progetto entro la fine del proprio mandato

di redazionecittaceleste

ROMA – Raggi al buio sullo stadio: “Aspetto trepidante che Lotito presenti un progetto, magari rimodernizzato rispetto a quello di 14 anni fa. Io non l’ho mai visto”. Ma ha risposto per le rime, con un comunicato, Lotito:

eccezzzionale

NO AL FLAMINIO
“Il progetto dello stadio delle Aquile localizzato sulla Tiberina è stato presento e depositato nel 2005 e si intende riproporlo nella convinzione che la realizzazione dello stadio biancoceleste debba procedere di pari passo con quello della Roma”. Che invece va avanti a Tor di Valle: “Confermo che entro fine anno i cantieri possono aprire”. E allora cosa aspetta la Lazio a seguire? “Da un famoso 24 febbraio 2017 io non ho mai più visto il presidente biancoceleste, se non in qualche evento, dove ho provato a sponsorizzare il Flaminio, la vecchia casa – svela la sindaca della capitale a Radio Sei – e mi auguro venga ancora presa in considerazione perché Lotito potrebbe diventare un’eroe cittadino. Oltretutto la legge è chiara, la proposta deve arrivare dal proponente, ma su siti già preesistenti infrastrutturati”. Non ci stanno però i biancocelesti: “Nessuno offerta relativa alla utilizzazione dello stadio Flaminio è mai pervenuta e mai potrebbe essere accolta, come già ripetutamente ribadito dal Presidente Lotito (l’ultima dichiarazione in tal senso risale al 25 febbraio 2017) vista l’impossibilità, a causa di una serie di vincoli e di ragioni logistiche e di sicurezza insuperabili, di poter trasformare la struttura ideata da Nervi come un moderno e funzionale stadio per calcio professionistico di livello nazionale ed internazionale. Non è un caso che il Flaminio sia in stato d’abbandono da lunghissimo tempo e tutti i tentativi di destinarlo ad un qualsiasi uso siano miseramente falliti”.

FORMELLO
La Raggi però sembra disposta a ulteriori confronti: “Noi siamo aperti a valutare qualunque proposta, senza alcun pregiudizio, ma aspettiamo ancora un invito. O meglio, l’ultimo è stato disdetto perché prima del derby. Mio figlio Matteo è lazialissimo, era in lacrime, c’è rimasto male”. E allora ecco intervenire subito il responsabile della comunicazione, Diaconale: “Abbiamo cancellato l’appuntamento dopo la visita ufficiale alla Roma perché noi non ne volevamo una ufficiosa e sembrare figli di un Dio minore. Vogliamo essere considerati alla pari. La invitiamo ufficialmente per l’inaugurazione della ristrutturazione di Formello, quando presenteremo il progetto dello stadio delle aquile. Anzi, faremo pure un’altra proposta. Il prossimo anno la Lazio festeggerà i 120 anni dalla nascita e Lotito vorrebbe innalzare un busto del fondatore Bigiarelli a Piazza della Libertà. Chiediamo al Comune un aiuto per realizzarlo”.

INVITO
Non c’è ancora una data ufficiale, ma dovrebbe mancare meno di un mese. I lavori nella “nuova” Formello sono ormai conclusi ed hanno riguardato la sostituzione della zona dei campi da tennis con quelli da calcio, i parcheggi ed altre parti del centro sportivo. Lotito ha in mente un evento in grande stile, con la Raggi sarà finalmente la volta buona per cominciare a parlare del nuovo stadio biancoceleste. Bisogna accelerare i tempi, anche perché fra sei mesi scadrà il mandato della Raggi e poi magari potrebbero non essere gli stessi gli interlocutori: “Non penso al futuro o alle poltrone, ora voglio solo risolvere le questione critiche”. Dunque, è stato rotto il ghiaccio via etere. Perché la sindaca si è sciolta e ha sciolto alcuni nodi che non erano proprio andati giù al tifoso laziale. Il rifiuto della maglia e di partecipare alla Supercoppa: “Era un momento in cui ero sotto il fuoco incrociato dei media e ho voluto proteggere mio figlio Matteo dalle strumentalizzazioni. Poi non andai allo stadio perché ero in ferie. Recupererò”. Anche perché un tempo era addirittura un’ultrà, la Prima cittadina: “Da giovane andavo in Curva, ero affascinata dalle dinamiche dei tifosi e spesso mi perdevo la partita. Negli ultimi anni ho accompagnato qualche volta in Tevere Matteo e mio marito Andrea, che mi lavora ai fianchi da 20 anni”. Oggi il figlio della Raggi sarà ancora lì all’Olimpico contro il Parma insieme ad almeno altri 35mila spettatori, che mugugnano sulla questione parcheggi: “Dobbiamo implementare il servizio di trasporto pubblico – spiega la Raggi – perché non possiamo trasgredire le imposizioni della Questura che riguardano la sicurezza”.

Cittaceleste.it

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