Reja allontana l’Olimpico: «Fortuna che giochiamo lì»

Reja allontana l’Olimpico: «Fortuna che giochiamo lì»

ROMA – Da una parte il blocco dei tifosi, dall’altro il presidente Lotito e nel mezzo la squadra di Reja che, da ieri, ha un problema in più: lo stop di Dias, out almeno tre settimane per una lesione di primo grado alla coscia sinistra. E domani serve un’impresa in…

ROMA – Da una parte il blocco dei tifosi, dall’altro il presidente Lotito e nel mezzo la squadra di Reja che, da ieri, ha un problema in più: lo stop di Dias, out almeno tre settimane per una lesione di primo grado alla coscia sinistra. E domani serve un’impresa in Bulgaria per ribaltare lo 0-1 subìto all’Olimpico contro il Ludogorets nell’andata dei 16.mi di Europa League. «Fortuna che giochiamo lì», ha detto Reja domenica. Perché a Roma il clima non è dei migliori e la contestazione non si è esaurita con la serata «Libera La Lazio» contro il Sassuolo.

 

 

Quella, di fatto, ha sancito uno strappo tra società e tifoseria che prescinde dai risultati, visto che, a parte lo sfarzo dell’era Cragnotti, la gestione decennale di Lotito ha fruttato tre trofei (due Coppe Italia e una Supercoppa italiana). Una rivolta in piena regola: il mercato a vuoto e la cessione di Hernanes sono solo le ultime spine in ordine di tempo. Il popolo, almeno i 40mila dell’Olimpico, vuole detronizzare il re. Sui social e nelle radio impazzano gli appelli a svuotare lo stadio in occasione della partita con l’Atalanta (il 9 marzo), mentre l’insurrezione dei laziali diventa anche un «caso» che attraversa trasversalmente la politica e le questioni relative all’ordine pubblico, una tensione latente che il muro contro muro tra tifosi e presidente porta a rischio deflagrazione. (Corriere della Sera)

Cittaceleste.it

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