Reja, il contratto c’è…solo a voce!

Reja, il contratto c’è…solo a voce!

Un futuro ancora tutto da scrivere, proprio come il contratto di Reja con la Lazio. Quello corrente scadrà il prossimo 30 giugno, sul dopo c’è solo un’opzione che non risolve il rebus. Forse la soluzione salterà fuori oggi a Formello, quando sarà presentata l’Academy, cioè la struttura che si occuperà…

Un futuro ancora tutto da scrivere, proprio come il contratto di Reja con la Lazio. Quello corrente scadrà il prossimo 30 giugno, sul dopo c’è solo un’opzione che non risolve il rebus. Forse la soluzione salterà fuori oggi a Formello, quando sarà presentata l’Academy, cioè la struttura che si occuperà dello sviluppo delle giovanili biancocelesti. E il presidente, dopo i numerosi sondaggi presso altri allenatori, metterà auspicabilmente la parola fine al toto-panchina. Da solo, però.
Perché Reja, tornato nella villa di Lucinico per un paio di giorni di stacco, non sarà (stranamente) presente al taglio del nastro del nuovo progetto giovani. Un segnale? Oggi sapremo: per la panchina del futuro siamo giunti al momento della definizione e della chiarezza. Certo, Lotito ha, sì, una stretta di mano con il suo tecnico ed è vero che il presidente dà un certo peso alla sua parola. Ma adesso, in assenza di biennale già siglato, dovrà soprattutto chiarire se intende scegliere di nuovo Reja e proseguire con lui nella rivoluzione nel segno dei giovani in programma per l’estate.
È una questione di volontà a questo punto, non c’è nessuna riflessione di carattere economico sulla conferma o meno del tecnico, conteranno gli obiettivi e le risorse che il presidente metterà a disposizione per raggiungerli. Conterà il programma e, quindi, anche il parere di Reja.
Il quale comincia a vacillare, a riflettere. Le sue richieste tecniche le ha fatte direttamente alla stampa, chiede giocatori affidabili per la A. Mentre Lotito e il d.s. Tare spingono per una rivoluzione radicale, tecnica e soprattutto economica, che potrebbe contemplare la partenza di molti big, giocatori come Candreva, Lulic e Radu che l’allenatore vorrebbe costituissero la base del progetto 2014-15. Una questione di responsabilità.
Si riparte da zero, insomma, perché, dopo i summit continuamente rinviati, vige ancora solamente un accordo sancito con le parole, una sorta di «gentleman agreement» al quale, a gennaio, è stato cucito addosso un vestito di una taglia superiore. Per tattica, diciamo. Allora dichiarare un’intesa su base biennale valeva più che altro come richiamo all’impegno e alla dedizione per i giocatori. Che, infatti, hanno ritrovato motivazioni ed efficacia sul campo sfiorando l’impresa della qualificazione in Europa League. Però manca ancora la firma, non è solo una formalità. Anzi, è la cosa più importante, ma oggi non così scontata. (Corriere della Sera)

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