Repubblica: “Batticuore in 5 punti: uno sprint che vale quaranta milioni”

Repubblica: “Batticuore in 5 punti: uno sprint che vale quaranta milioni”

ROMA – In Italia si gioca per il secondo posto, e non è solo un effetto dello strapotere della Juve. È anche lo spot con cui la serie A prova ad attirare l’attenzione, a 11 turni dalla fine: la lotta per la piazza d’onore, che vale i gruppi di Champions,…

ROMA – In Italia si gioca per il secondo posto, e non è solo un effetto dello strapotere della Juve. È anche lo spot con cui la serie A prova ad attirare l’attenzione, a 11 turni dalla fine: la lotta per la piazza d’onore, che vale i gruppi di Champions, coinvolge 5 squadre in 5 punti: Roma (50), Lazio (49), Napoli (46), Fiorentina (45) e Samp (45). Tre di loro, più la Juve, sono anche in semifinale di Coppa Italia: perciò, in questo momento, pure il 6° posto è utile per l’Europa League.Un anno fa, dopo 27 turni, il titolo era già a Torino, ma erano ormai assegnati anche il 2° e il 3° posto. La classifica recitava Juve 72, Roma 58 (con una gara in meno, poi vinta), Napoli 55, Fiorentina 45. Stavolta c’è un punto fra Roma e Lazio, col derby di ritorno alla penultima e i biancocelesti, trascinati da Felipe Anderson alla quinta vittoria consecutiva, favoriti dal non avere le coppe. Proprio come la Samp. Nei due anni precedenti, il divario fra seconda e terza dopo 27 gare era di 5 punti: il fazzoletto che oggi avvolge praticamente tutto ciò che il campionato ha ancora da offrire.

 

Di qui alla fine ci sono 7 scontri diretti, tre nelle ultime tre giornate, con Napoli-Lazio all’ultima. Solo il Napoli deve affrontare tutte, Lazio e Samp ne giocheranno 3, Roma e Fiorentina 2. Il sabato santo, dopo la sosta, si riparte da Roma-Napoli e Fiorentina-Samp. La squadra di Garcia è l’unica ad aver già incrociato il Parma, lasciando due punti, ma anche l’unica ad aver sfidato la Juve, che però adesso in campionato potrà gestire il suo vantaggio. Arrivare secondi vale molto, anzi tutto. Da quando l’Italia ha tre posti in Champions, la terza è uscita ai preliminari due volte su tre: fuori Udinese (con il Braga) e Napoli (con l’Athletic), dentro il Milan (col Psv). Il sorteggio è insidioso, mette nella stessa urna i club “piazzati” dei migliori tornei continentali.
E quando a spareggiare era la quarta, i play-off furono fatali a Udinese e Samp, non alla Fiorentina. In sei anni, l’Italia ha perso 4 volte su 6 una squadra prima dei gruppi. Quest’anno il Napoli, eliminato subito, ha avuto solo 2,1 milioni dall’Uefa, la Roma 8,6 milioni per la partecipazione ai gruppi più 2 per i magri risultati (una vittoria e due pareggi). C’è poi il market pool: metà della quota si assegna in base al piazza mento in serie A ( 50% alla prima, 35% alla seconda, 15% alla terza, oppure 55% e 45% fra prima e seconda se la terza non ce la fa). Se il Napoli si fosse qualificato ai gruppi, avrebbe avuto subito 12,1 milioni contro i 28,3 che sarebbero spettati alla Roma. Poi avrebbe diviso con le altre il resto del tesoro in base alle gare effettivamente giocate. Invece, alla fine, la Roma avrà come minimo 31 milioni, il Napoli zero. La differenza di piazzamento ha avuto alla fine un peso di 40 milioni. Senza contare sponsor e incassi. Lottare per il secondo posto non è poi così male. (Repubblica)

Cittaceleste.it

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