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Rinnovo Klose? Il CdS: “Il clima dell’Olimpico può incidere”

Rinnovo Klose? Il CdS: “Il clima dell’Olimpico può incidere”

Il padrone di casa è Miro Klose: sette gol totali in questa serie A, sei all’Olimpico tanto per citare alcuni numeri, tanto per ricordare le “tavole” delle sue leggi. Il padrone di casa è un tiranno, è inospitale, è burbero, non accetta intrusi. Non c’entra l’età incalzante, è una questione…

di redazionecittaceleste

Il padrone di casa è Miro Klose: sette gol totali in questa serie A, sei all’Olimpico tanto per citare alcuni numeri, tanto per ricordare le “tavole” delle sue leggi. Il padrone di casa è un tiranno, è inospitale, è burbero, non accetta intrusi. Non c’entra l’età incalzante, è una questione di rispetto, in casa sua non vuole che comandino altri. Klose ha schienato il Parma, vuole fare lo stesso con la Samp. A Roma i gol li ha segnati, è rimasto all’asciutto in trasferta (una sola rete, quella di Torino nell’andata contro la Juve). Miro è sempre Miro, l’uomo capace di forzare il destino. Nel corso dell’annata ha pagato i guasti causati da vari infortuni e una preparazione sfregiata da stop piccoli o medi, di certo penalizzanti. Ma quando ha il pallone giusto tra i piedi c’è da sperare. Una volta bastava servirlo per far scattare gli abbracci, oggi la media dei suoi gol è un po’ scesa, ma non s’è arrestata. Certo, gli anni passano, le ruggini si accumulano, ma Klose non è un limone spremuto. Col Parma, nel secondo tempo, ha accelerato e colpito. A furia di battere il ferro prima o poi il colpo lo trova. I veri campioni sono fatti così: gli incantesimi che li riguardano, a volte, sono talmente diabolici da confondere i rivali sino a spingerli a dimenticarsi proprio di loro. Klose non si può perdere di vista un attimo perché ti castiga. Reja spera in lui, non ha un altro goleador, non ha un altro bomber. Klose è un attaccante da doppia cifra, il problema è che è rimasto sotto quota 10 reti nella classifica marcatori. Da qui alla fine restano sette partite da disputare, il traguardo può essere tagliato. Miro è a quota 7 in campionato, gli mancano 3 reti per entrare nella galleria principale. Non vederlo nei primi posti della “cannonieri” è davvero strano, ma la sfida non si è conclusa e il tedesco ha una scorza speciale. Il suo calcio è intelligente, gli permette di allungare la carriera di domenica in domenica. Miro Klose sa trasformarsi in base alle esigenze: magari per un tempo investe e poi risparmia (o viceversa), dipende dalle situazioni, dallo stato di forma, dalle contingenze, dagli avversari, dalle stagioni.

IL RINNOVO – Klose e l’Europa, Klose e il futuro. Oggi si aprirà un periodo cruciale, in campo e fuori. Lotito aspetta una risposta da Miro, vuole capire cosa farà da grande. Il Kaiser potrebbe pronunciarsi in anticipo rispetto alle previsioni iniziali, diciamo entro Pasqua. La società non gli ha messo pressione, questo non toglie che abbia fretta di capire quali sono le sue intenzioni: il mercato va organizzato al meglio in ogni reparto, anche in attacco. I nuovi contatti potrebbero verificarsi nei prossimi giorni, magari prima di Napoli (al massimo dopo il match del S.Paolo). Le posizioni, in linea di massima, sono chiare. Miro chiede un biennale, la Lazio potrebbe spingersi sino alla sottoscrizione di un accordo annuale con opzione per la stagione successiva. Gli accordi vanno sanciti tecnicamente ed economicamente. Sulla decisione di Klose pesano vari aspetti: prospettici, motivazionali, ambientali. Il clima che si respira all’Olimpico può incidere, la riflessione all’interno dello spogliatoio l’hanno fatta tutti, inutile nascondersi.

 

 

LA STORIA –  Un altro Klose, anche se presto avrà 36 anni, è difficile da trovare. Lui è mister gol, indossa scarpette d’oro, da sempre ha due cannoncini al posto dei piedi. In carriera ha messo dentro 303 palloni su un totale di 724 partite (il dato comprende anche le apparizioni registrate in Nazionale). E non smette d’avere fame. Ha segnato in tutte le competizioni, nelle qualificazioni di ogni tipo e in tutte le Coppe. Ha segnato agli Europei, nella Confederations Cup e ai Mondiali. Ha vinto due scudetti con Werder Brema e Bayern Monaco, è stato eletto calciatore tedesco dell’anno nel 2006, si è portato a casa la Scarpa d’oro nel Mondiale giocato in Germania. I prossimi record sono di dominio pubblico: vuole superare Gerd Muller e Ronaldo. La storia lo aspetta insieme alla Lazio. (Corriere dello Sport)

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