Rivoluzione Lazio? Può attendere…

Rivoluzione Lazio? Può attendere…

ROMA – Definendo Edy Reja un conservatore, il rischio di offenderlo non si corre. In fondo anche ieri, nel giorno delle sue prime parole ufficiali, Reja ha sottolineato come «entrando a Formello ho avuto la sensazione di non aver mai lasciato». Ieri come un anno e mezzo fa: unica novità…

ROMA – Definendo Edy Reja un conservatore, il rischio di offenderlo non si corre. In fondo anche ieri, nel giorno delle sue prime parole ufficiali, Reja ha sottolineato come «entrando a Formello ho avuto la sensazione di non aver mai lasciato». Ieri come un anno e mezzo fa: unica novità notata nella struttura, gli spogliatoi rinnovati, più moderni. Come potersi allora aspettare una rivoluzione? Per quella, rivolgersi altrove. Lotito lo ha scelto per riportare normalità, certezze immediate. E Reja riparte dalle certezze, le sue: una settimana è poco per conoscere tutti, ora si va sul sicuro. La prima Lazio 2.0 è già «vecchia».

Usato sicuro – Reja, oggi, si volterà verso la panchina e troverà tanti volti a lui nuovi: su quelli, soprattutto sui più giovani (non solo quelli promossi dalla Primavera), Bollini potrà dargli una grossa mano, proprio come ha fatto in questi primi giorni. In campo, però, per il momento solo gente conosciuta. Parole inequivocabili: «La Lazio ha mantenuto il gruppo vecchio che ho avuto io, e ha messo vicino giovani che potranno essere pian piano integrati». Pian piano, appunto. Così, degli undici titolari, non ce ne sarà uno che non c’era nella rosa 2011-2012. Proporzionata anche l’età media: 28,9 anni in quel Lazio-Inter del 13 maggio, 30,09 in quella di stasera. Ci saranno però solo cinque degli 11 titolari: Konko (giocò a sinistra, a destra c’era Scaloni), Biava, Ledesma, Candreva e Lulic.

 

Cambio tattico – L’esterno di Tor de’ Cenci, schierato a destra, segnò (di Mauri e Kozak gli altri due gol), il bosniaco giocava e giocherà dalla parte opposta: in mezzo, con Cana – diventato nel frattempo difensore a tempo pieno – c’era Ledesma, in un 4-2-3-1 che Reja pensava di riproporre anche oggi, almeno fino a venerdì scorso, quando il primo tempo disastroso dell’amichevole contro il Grifone Monteverde ha mandato per aria i piani, convincendolo a cambiare. Sarà dunque 4-3-3, che all’occorrenza (fase difensiva) diventerà 4-5-1: niente albero di Natale, le vacanze sono finite, Candreva e Lulic sono due esterni puri, a loro Reja chiederà di servire Klose dalle fasce, non dalle spalle. Agli inserimenti ci penseranno Hernanes (che all’Inter ha già segnato due gol, e in entrambi i casi la Lazio ha vinto 3-1) e Gonzalez, uno degli intoccabili di Reja, che torna dopo la frattura alla mano sinistra subita contro il Napoli. Biglia, Ederson e Felipe Anderson, solo per parlare di centrocampisti, dovranno attendere, ma il conservatore Reja non si dimenticherà di loro. (Corriere dello Sport)

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