Russia, bomba nella metro di San Pietroburgo. L’agenzia Tass: “Dieci morti”

Russia, bomba nella metro di San Pietroburgo. L’agenzia Tass: “Dieci morti”

Putin: “Non escludo terrorismo”

ROMA – Fuoco, fumo, morti e feriti nella metropolitana di San Pietroburgo. Una nota dell’agenzia russa Tass parla di “dieci morti” e almeno una cinquantina di feriti. Intorno all’ora di pranzo c’è stata un’esplosione “causata da un ordigno artigianale probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio”, e quindi non da un terrorista kamikaze. La bomba era stata resa più pericolosa con l’aggiunta di “elementi lesivi”, cioè riempita di schegge, chiodi e altri pezzi di ferro. Questa la prima ricostruzione dell’agenzia Interfax.

Ore di terrore nel sottosuolo della seconda città russa. L’allarme scatta dopo una violenta deflagrazione in un convoglio – scrive Repubblica – che correva in galleria, tra due diverse stazioni, la fermata dell’Istituto di Tecnologia e quella di Ploshchad Sennaya. Poco dopo un secondo ordigno viene trovato ancora inesploso in una terza stazione, Ploshchad Vosstania, nei pressi della piazza della Rivoluzione. Le prime immagine cominciano a circolare sui social intorno alle 16 e si vedono porte di un vagone sventrato, una fitta coltre di fumo, corpi stesi sulle banchine e passeggeri che scappano verso le uscite. Un testimone dell’agenzia Reuters ha contato otto ambulanze nei pressi della stazione della metropolitana Sennaya Ploshchad. Chiusa l’intera tratta della metropolitana. L’intera zona viene chiusa da una cortina di sicurezza.

Alcuni video mostrano persone ferite e sanguinanti stese sulle banchine, soccorse dai servizi di emergenza, in altri si vedono passeggeri in fuga in mezzo a nuvole di fumo, e altre immagini mostrano le porte divelte dei vagoni. n città era presente anche il presidente russo Putin, che parlava a un convegno sui media e che nel pomeriggio avrebbe dovuto incontrare per colloqui il presidente bielorusso Lukašenko. Subito il capo del Cremlino si è espresso: “Non è chiaro ancora quali siano le cause, le stiamo vagliando tutte, incluso il terrorismo” ed ha preso in mano il timone dei soccorsi. Putin aveva appena finito di parlare di internet e della necessità di lasciarlo “libero”, pur vietando la circolazione di immagini pornografiche o incitamenti al suicidio, quando proprio sui social sono iniziate a circolare le prime fotografie della deflagrazione. Il presidente ha immediatamente chiamato i servizi di sicurezza interni Fsb. Poco dopo il comitato anti terrorismo ha evacuato la metropolitana, considerata anche una meta turistica perchè alcune stazioni sono tra le più belle al mondo. “Voglio esprimere il mio più sincero rammarico ai parenti delle vittime. Ho già parlato con i capi dei servizi, il direttore del Fsb. I corpi di polizia e servizi speciali sono al lavoro, faranno di tutto al fine di individuare le cause dell’incidente, per dare una valutazione completa di quello che è successo”, ha poi aggiunto Putin. Il procuratore generale però sembra non avere dubbi: “Si è trattato di terrorismo”.

Negli anni passati la Russia è stata il bersaglio di attacchi da parte di militanti ceceni e almeno 38 persone perserono la vita nel 2010, quando due donne kamikaze si fecero esplodere nella metropolitana di Mosca. E nel 2004 oltre 330 persone, metà delle quali bambini, morirono nel massacro di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine a una presa di ostaggi e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Putin, allora primo ministro, nel 1999 lanciò una campagna contro il governo separatista nella regione meridionale di Cecenia e da presidente ha proseguito con la linea dura per porre fine alla ribellione.

Cittaceleste.it

 

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