#SCONFITTE – Pioli senza paura: ma è dispiaciuto…

#SCONFITTE – Pioli senza paura: ma è dispiaciuto…

ROMA – Conta arrivare pronti a Shanghai, niente altro. Pioli aspetta solo di ritrovare la squadra al completo, ma non ha perso la fiducia, anzi è convinto di poter tagliare il traguardo accelerando nei prossimi dieci giorni. Sapeva di dover superare un’estate complicata, non è spaventato dalle tre sconfitte con…

ROMA – Conta arrivare pronti a Shanghai, niente altro. Pioli aspetta solo di ritrovare la squadra al completo, ma non ha perso la fiducia, anzi è convinto di poter tagliare il traguardo accelerando nei prossimi dieci giorni. Sapeva di dover superare un’estate complicata, non è spaventato dalle tre sconfitte con Vicenza, Anderlecht e Sigma Olomouc: certo ieri mattina in Austria, dopo un bagno tonificante nelle terme di Laa an der Thaya, era seccato e dispiaciuto per il modo in cui la Lazio, domenica nel test con i cechi, aveva preso tre gol balordi, evitabili, frutto di colpevoli distrazioni individuali e di un calo di intensità nell’attenzione. Sono i dettagli a mandare al manicomio un tecnico meticoloso e preparatissimo come Pioli e non si può, anche nei test estivi, gestire con superficialità il risultato dopo un buon primo tempo. La squadra biancoceleste – scrive il Corriere dello Sport –  almeno sino all’intervallo gli era piaciuta per il modo di stare in campo, di cercare la profondità e di rispondere ai colpi e ai ritmi di un avversario decisamente più avanti nella preparazione (il campionato in Repubblica Ceca è già iniziato) e assai spigoloso: i cechi hanno interpretato la partita senza risparmiarsi interventi duri. Felipe Anderson e Djordjevic, costretti a uscire, ne hanno fatto le spese.

 

Infortuni. Ecco la principale preoccupazione di Pioli. Si sono aggiunti e sommati contrattempi imprevisti. Radu si è stirato all’inizio del ritiro di Auronzo, Braafheid e Morrison si sono fermati per altri due infortuni di origine traumatica, Klose è stato bloccato da una forma influenzale pesante e De Vrij, che si era operato di ernia inguinale a metà giugno, non può ancora giocare le amichevoli. Senza trascurare Biglia, la vera guida della Lazio, impegnato sino alla finale di Coppa America. Dal punto di vista della preparazione, per arrivare pronti alla finale di Supercoppa, Pioli e i suoi collaboratori hanno alleggerito i carichi di lavoro atletici del 10-15% rispetto alla scorsa estate. Le difficoltà erano state messe in preventivo, le sconfitte anche. Il tecnico voleva amichevoli di livello perché aiutano a ritrovare il ritmo e sapeva che la Lazio ora non sarebbe stata pronta. Servivano test internazionali, sono stati anticipati a luglio con l’obiettivo di mettere sotto pressione la squadra: un anno fa lo stesso gruppo biancoceleste di questi tempi vinceva con i dilettanti e soltanto ad agosto si misurò con Sporting Lisbona, Amburgo e Hannover.

A scaglioni. Non solo sono stati anticipati i tempi, ma i nazionali sono partiti in ritardo e hanno cominciato la preparazione, neppure al completo, il 14 luglio. E’ passato troppo poco tempo per pensare di vedere subito la vera Lazio. Pioli conta di arrivare l’8 agosto a Shanghai con lo stesso tipo di condizione della Juve. Allegri ha scelto di partire per ultimo in serie A con raduno e preparazione atletica. La differenza potranno farla le qualità e gli infortuni, oggi la Lazio ha già gli uomini contati più due squalificati (Parolo e Lulic). Dal punto di vista delle motivazioni e dell’entusiasmo, non esistono dubbi e perplessità. Oggi la Lazio sta faticando a riattaccare la spina: lavora bene e con intensità, ma non tutti sono sullo stesso livello di preparazione o hanno avuto le medesime possibilità di riposarsi e fare vacanze lunghe. Pioli e la società stanno portando avanti un processo di ringiovanimento dell’organico, si guarda al futuro con la necessità di raggiungere subito il risultato e superare il mese di agosto, già decisivo per la stagione. Dopo l’addio di Mauri e Ledesma c’è meno personalità nella squadra e si nota ancora di più quando mancano due guide come Biglia e De Vrij. Sono quei valori che avevano permesso alla Lazio di tagliare il traguardo del terzo posto. Molto presto riemergeranno. Servono fiducia e pazienza.

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