Sepolta dai fischi dell’Olimpico, Lazio: arriva la contestazione…

Sepolta dai fischi dell’Olimpico, Lazio: arriva la contestazione…

ROMA – Sepolta dai fischi dell’Olimpico, la Lazio ha chiuso ingloriosamente il girone di Europa League. Uno squallido pareggio e niente sorpasso sui turchi del Trabzonspor, che portano a casa un bonus di 500mila euro, il primo posto e potranno presentarsi da teste di serie lunedì al sorteggio di Nyon.…

ROMA – Sepolta dai fischi dell’Olimpico, la Lazio ha chiuso ingloriosamente il girone di Europa League. Uno squallido pareggio e niente sorpasso sui turchi del Trabzonspor, che portano a casa un bonus di 500mila euro, il primo posto e potranno presentarsi da teste di serie lunedì al sorteggio di Nyon. Poca gente, ma infuriata: alla fine è scattata una pesantissima contestazione. La Curva Nord, che di solito se la prende con Lotito, ha travolto la squadra al grido di mercenari e ha invitato Petkovic alle dimissioni. Così non si va da nessuna parte e la società biancoceleste ora dovrà riflettere, pensando se sia il caso di anticipare i tempi o aspettare Natale e altre due partite di campionato per decidere la svolta. Dal campo non arrivano segnali buoni. Semmai sono soltanto negativi. Questa è una squadra sfiduciata, senza gioco e slanci. Non solo non si vede l’organizzazione tattica. Ieri sera sembrava mancassero anche le motivazioni giuste. Nonostante la qualificazione fosse già al sicuro, bisognava vincere per garantirsi una prospettiva migliore nel torneo europeo e una vittoria avrebbe consentito di preparare con maggiore tranquillità la sfida di domenica con il Livorno. I giocatori sono sfibrati, vuoti mentalmente, fuori dimensione. Occorre correre presto ai ripari e c’è poco da scherzare, altrimenti non sarà difficile ritrovare molto presto la Lazio invischiata nella zona retrocessione.

 

MEDIOCRITA’ – Rispetto alla partita di Torino, Petkovic ha confermato solo Onazi nel blocco dei titolari e ha cambiato gli altri dieci. Diverso anche l’atteggiamento. La Lazio ha lasciato il possesso palla e il controllo del gioco ai turchi del Trabzonspor e si è disposta in posizione d’attesa sulla linea mediana. La fase difensiva ha funzionato meglio, perché non sono saltate le coperture e quando i turchi sono riusciti a verticalizzare la manovra, dietro ci ha pensato Biava a intervenire, confermando di essere (a 36 anni) il miglior difensore in organico per tempismo e lettura dei movimenti. Malouda ci ha provato dalla distanza e Berisha, rispetto a Marchetti, almeno per tutto il primo tempo, non ha visto entrare in area di rigore da solo nessuno degli attaccanti del Trabzonspor. Non succede mai in campionato. Una prudenza superiore nella fase di non possesso ha però rallentato l’azione offensiva. Per una buona mezz’ora non è successo niente. La Lazio era troppo lenta nella circolazione del pallone. Ederson e Keita si sbattevano, spesso soli contro tutta la difesa turca. Floccari era fuori dal gioco e Felipe Anderson non riusciva a incidere sulla fascia, preferendo aprire gli spazi per le discese al cross di Cavanda.

FIAMMATA – E’ bastato alzare appena il ritmo per penetrare nell’area e mettere alle corde il Trabzonspor. Nel giro di otto minuti, la Lazio ha conquistato quattro angoli e creato quattro occasioni buone per passare in vantaggio. Ederson non ha dato potenza al suo colpo di testa e poi ci ha riprovato in rovesciata. Sugli sviluppi di un angolo la zuccata di Floccari non ha inquadrato lo specchio. Allo scadere del primo tempo neppure Felipe Anderson è riuscito a far gol: a capo di una combinazione tra Ederson e Keita, ha alzato sopra la traversa di destra dal dischetto del rigore. Era quasi più difficile sbagliare che centrare la porta, a dimostrazione che si tratta di un periodo davvero stregato per la squadra di Petkovic. Ma la fiammata è durata pochissimo.

CONTESTAZIONE – Tutti si aspettavano che la Lazio ripartisse nella ripresa nello stesso modo, premendo con decisione, invece niente. Solo sbadigli. E allora la Curva Nord ha cominciato a contestare. Ai soliti cori ostili nei confronti di Lotito, si sono aggiunti gli insulti alla squadra e i fischi a Petkovic, invitato ad andarsene. Vlado ha inserito Candreva al posto dello spaesato Felipe Anderson e poi anche Hernanes, togliendo Onazi. Bruttissima partita, piena di errori e di strafalcioni. La Lazio, invece di crescere, si è spenta e ha smarrito l’ordine. L’attacco era diventato una questione individuale e dietro sono cominciate le prime sofferenze, perché la squadra stava iniziando a sbilanciarsi. Dentro anche Klose per chiudere, nell’ultimo quarto d’ora, con l’irresistibile tentazione di Petkovic: il 4-2-4 per l’assaltone (si fa per dire), ma il finale è stato deprimente. Zero occasioni da gol. E tantissimi fischi. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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