SILENZIO, C’E’ IL DERBY

SILENZIO, C’E’ IL DERBY

Oggi allo stadio si giocherà in un clima surreale Curve deserte, annunciati soltanto 35.000 tifosi. I tifosi romanisti e quelli laziali uniti nella protesta

Lazio

ROMA – Strano derby, strana atmosfera, strano silenzio, strano tutto. Vi ricordate una stracittadina con la Roma terza, la Lazio settima e con gli spalti semivuoti? Ecco, oggi accadrà proprio questo. Sono previsti poco più di trentamila spettatori, circa la metà della capienza complessiva, al netto delle divisioni della discordia. Tra biglietti venduti e abbonati della Roma siamo a una stima di 35.000 presenze. Ma – scrive il Corriere dello Sport – tra i 7.500 abbonati giallorossi in Curva Sud almeno la metà non si presenteranno per contestare le restrizioni del Prefetto Gabrielli, ormai più famoso per la divisione delle Curve che per la lotta alla criminalità, nella quale è impegnato ogni giorno. Quindi siamo a poco più di 30.000 spettatori, nel dato sono compresi i tremila laziali che hanno acquistato i biglietti, ecco la suddivisione dei posti occupati: 2.500 nei Distinti Nord Ovest, 100 in Monte Mario, solo 400 in Curva Nord, il feudo del popolo biancoceleste sventrato dalla protesta. Nei Distinti Nord Est non si potrà entrare per mancanza di richieste, non è stato distribuito neppure un tagliando.

I giallorossi. La Roma, che organizza l’incontro in qualità di squadra ospitante, mette in campo però 800 stewards, cifra record riservata non solo ai derby, ma a tutte le partite di cartello. Strano derby, proprio così. Tra i protagonisti in campo gli italiani si conteranno sulle dita di una mano. La Roma senza Totti e forse senza neppure un italiano. Potrebbe accadere. Batterà forte il cuore ai numerosi calciatori che giocheranno per la prima volta la stracittadina? Oppure anche le emozioni resteranno celate dietro il silenzio assordante delle Curve. Un tempo il derby era il festival delle coreografie, le due tifoserie facevano a gara tra chi realizzava la più bella. Lo spionaggio della vigilia portava a cambiare i progetti nella notte per rispondere alla trovata dei tifosi avversari. Rivalità, sfottò, ogni tanto vola qualche schiaffone. Amici mai, almeno per questi novanta minuti. Invece, oggi, i tifosi che non entreranno resteranno uniti nella protesta. Romanisti e laziali insieme. Sarà un derby mai visto, un derby (altra stranezza) che si giocherà in una domenica di novembre che s’annuncia calda, così calda che sembrerà di essere ancora alla fine dell’estate. Lotito in Tribuna d’Onore con le sue scaramanzie, Pallotta a Boston davanti a uno schermo piatto. E’ anche il derby dei presidenti, così diversi e così lontani, a volte in contrasto.

I biancocelesti. Tremila laziali all’Olimpico, per la Lazio sarà una vera e propria trasferta. Tremila laziali, di solito se ne contano più di 20mila nel derby che da calendario prevede in casa la Roma. Mancheranno all’appello 17mila tifosi, tantissimi. La protesta è partita dalla Curva Nord e non è stata legata solo al derby. I gruppi organizzati non metteranno piede all’Olimpico per tutta la stagione, l’hanno detto e ripetuto, seguiranno la squadra solo lontano da Roma. Alcuni esponenti nei giorni scorsi hanno esposto queste ragioni: «Vediamo solo repressione che porta all’esasperazione. Perché non si può trovare una soluzione? Si è spostata l’attenzione sul tifoso invece bisognava far funzionare l’organizzazione già esistente. Gabrielli dice che c’è un problema di capienza differente nelle due Curve? Beh, non può essere questa la giustificazione delle barriere…». Il Prefetto Gabrielli è stato contestato anche in Norvegia, durante il match con il Rosenborg.
E’ stato esposto uno striscione offensivo nei suoi confronti. Si sono diffusi vari allarmi, è stato annuncia to l’arrivo di tifoserie estere. Dall’Inghilterra si sono fatti vivi i supporter del West Ham, hanno promesso lo sbarco a Roma. I tifosi laziali che rinunceranno al derby non si presenteranno nei pressi dello stadio, così è stato comunicato. Non sono previste manifestazioni di nessun tipo. E’ stata scelta l’indifferenza per protestare, per esprimere amarezza, per evitare strumentalizzazioni. Silenzio, niente cori. Nell’Olimpico laziale da mesi si va avanti così, si gioca senza tifo. Ma un derby al silenziatore non s’era mai verificato né immaginato. 

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