Sinisa, quanti ricordi…

Sinisa, quanti ricordi…

ROMA – Sono gli scherzi del destino che il calcio continua a divertirsi a disseminare lungo le linee dei campi, dove le porte non si chiudono mai in maniera definitiva, ma restano socchiuse e a volte si riaprono. All’improvviso sei stagioni ti ripassano tutte d’un colpo davanti agli occhi. Un…

ROMA – Sono gli scherzi del destino che il calcio continua a divertirsi a disseminare lungo le linee dei campi, dove le porte non si chiudono mai in maniera definitiva, ma restano socchiuse e a volte si riaprono. All’improvviso sei stagioni ti ripassano tutte d’un colpo davanti agli occhi. Un attimo, un baleno, perché dopo non ci sarà spazio per i ricordi, perché conteranno i tre maledettissimi punti. Per la Lazio che non può far spegnare quella tenue speranza che si è accesa dopo la trasferta di Parma. E soprattutto per la Sampdoria (penultima a nove punti in coabitazione con il Catania) che prosegue la sua tormentata stagione a tinte biancocelesti e dopo Delio Rossi ha deciso di affidare le chiavi della squadra a Sinisa Mihajlovic, uno che la maglia della Lazio l’ha indossata per sei stagioni consecutive, dal 1998 al 2004.

LO SCORE – La storia del calciatore serbo nella Lazio è costellata da successi. Lui, insieme a Nesta, cardine della difesa di una squadra che seppe diventare la più forte in Italia. Centrale, non rapidissimo, ma con una spiccata vocazione tattica che gli permetteva con i “tempi di lettura” di ridurre le difficoltà nello scatto breve. Sul suo piede sinistro si sono consumati fiumi di inchiostro. Potenza e precisione in un connubio spaventoso. Terrore dei portiere, libidine pura dei tifosi. Non è un caso allora che appartenga a Mihajlovic il record di marcature su punizione diretta (ventinove). Il serbo in biancoceleste è sceso in campo 193 volte, segnando trentatré gol. Uno scudetto, due volte la Coppa Italia, altrettante la Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea: con ogni probabilità la Lazio più forte di sempre. Poi si accomiata, gira i tacchi e si trasferisce a Milano, sponda Inter, sotto l’ala protettiva di Roberto Mancini.

PANCHINE AMARE – Mihajlovic allenatore tuttavia non ha un buon rapporto con la Lazio. I risultati gli danno platealmente torto. Una sola volta è riuscito a piegare i biancocelesti (quando era alla guida del Catania), per il resto sono arrivate per lui soltanto sconfitte (quattro). Pesanti quelle casalinghe subite in casa dalla Fiorentina che, sebbene in vantaggio, è stata recuperata e superata dalla Lazio. L’ultimo ko per Sinisa risale all’ottobre del 2010 quando Hernanes e Klose fulminarono i viola che si erano illusi con Cerci dopo appena otto minuti. (Corriere dello Sport)

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