STASERA – Dal mercato ai contratti è tutto in ballo: con la Champions arriva il top player

STASERA – Dal mercato ai contratti è tutto in ballo: con la Champions arriva il top player

ROMA – Se permettete, non è la stessa cosa. Champions o Europa League? C’è una bella differenza di introiti e quindi di prospettive e programmi di mercato. Se l’unità di misura di tutto, e per tutti, sono i soldi, i 90 minuti di domani cambieranno e orienteranno le manovre estive,…

ROMA – Se permettete, non è la stessa cosa. Champions o Europa League? C’è una bella differenza di introiti e quindi di prospettive e programmi di mercato. Se l’unità di misura di tutto, e per tutti, sono i soldi, i 90 minuti di domani cambieranno e orienteranno le manovre estive, modificheranno il futuro. La Champions mette in palio fior di quattrini, l’Europa League distribuisce una quindicina di milioni. In Europa, in Champions o no, guiderà Stefano Pioli, questo è sicuro. Ma anche qui andrebbero considerate alcune differenze. Il quarto posto garantirebbe al tecnico un contratto sino al 2016. L’eventuale Champions, secondo le clausole concordate a giugno, estenderebbe il suo accordo sino al 30 giugno 2017. C’è un però: Lotito, anche in caso di quarto posto, potrebbe proporre al tecnico un contratto lungo, riconosce il grande lavoro svolto dal suo allenatore nell’anno zero. Il presidente e Pioli si vedranno dopo Napoli, quando il quadro della situazione sarà chiaro. Parleranno di tutto, di contratto e di mercato.

 

 

IL TOP PLAYER – La Champions schiuderebbe orizzonti dorati. Il presidente, con un assegno ricco in tasca, aggiungerebbe un top player agli acquisti ordinari (se così possono essere etichettati), lavorerebbe per centrare un grande colpo. I tempi di azione potrebbero essere condizionati dalle date dei preliminari (18-19 agosto e 25-26 agosto), l’intenzione esiste, non si tratta solo di un’idea. La Champions aiuterebbe a trattenere big del calibro di Biglia e Felipe Anderson, permetterebbe di rivedere alcuni contratti senza pesare sul bilancio. Il Principito ha tanto mercato, spera nell’adeguamento, il suo valore è cresciuto, c’è chi è pronto a garantirgli un ingaggio più ricco. Felipe Anderson ha già firmato il rinnovo con la Lazio, l’ha fatto promettendo di restare a Roma: la Champions sarebbe una garanzia in più. Il caso Klose è diverso, il futuro lo deciderà da solo. Champions o meno, andrà affrontato il capitolo rinnovi anche per altri calciatori: Marchetti e Radu sono in scadenza nel 2016, va rianalizzata la vicenda Lulic (scadenza 2017). Il bosniaco nei mesi scorsi ha chiuso la porta dopo aver detto no alle prime proposte di rinnovo.

L’EUROPA LEAGUE – Il quarto posto complicherebbe i piani, asciugherebbe il portafoglio, non darebbe linfa alle casse societarie, costringerebbe la società a promuovere investimenti più bassi e forse a decidere la cessione di una pedina preziosa (non certo Felipe Anderson). L’Europa League offre un richiamo internazionale diverso, non tira quanto la Champions. La Champions, sempre lei, darebbe più forza alla società per contrastare gli assalti provenienti dall’estero. Tare ha già puntato su Hoedt, Morrison e Patric, su baby di talento, li ha presi a parametro zero. Prima di sferrare gli altri assalti, quelli più costosi, attenderà la notte di domani. La notte delle verità. E dei conti. (CorrieredelloSport.it)

Cittaceleste.it

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