Stati Generali a Formello come non si vedevano dal caos Bielsa

Stati Generali a Formello come non si vedevano dal caos Bielsa

Lotito, Tare, Peruzzi e Inzaghi, tutti schierati per l’unità anticrisi in conferenza stampa

di redazionecittaceleste

ROMA- Cita Alfieri e il suo massimo impegno: «Volli, volli, fortissimamente volli». Lo urla Lotito all’uscita, fiero del suo discorso in pompa magna nei confronti di una squadra che deve tornare a correre a trecento all’ora.

E’ stato lui a spedirla in ritiro dopo tre pareggi e a lamentarsi della gestione, poi però s’arrabbia se si parla di confusione. Anzi, per smentirla raduna gli Stati Generali in conferenza, come non si vedeva dai tempi del caos (si va verso la rinuncia alla causa) di Bielsa. Quando Inzaghi, già sulla via di Salerno, venne richiamato per tornare a guidare la Lazio a Formello. Adesso non è più saldo come allora al timone, ma è fondamentale che Lotito e Tare non lo delegittimino di fronte ai mugugni di ogni giocatore: «E’ normale che in una famiglia ci siano differenti idee, ma il mio figlioccio Inzaghi resterà qui ancora tanti anni», promette il presidente. E a ruota il ds: «Simone merita tanto rispetto, ha fatto la storia di questo club da calciatore e allenatore. Vogliamo lanciare un messaggio chiaro ai tifosi e alla squadra, che ha la nostra piena fiducia». Dunque panchina confermata, ma occhio a un’altra brusca frenata: «Non siamo contenti delle ultime tre gare, la Lazio è una Ferrari che viaggia a velocità ridotta. Sono fondamentali sia il conducente sia la macchina, che può ingolfarsi e bisogna fare in modo di aggiustarla e ripartire. Sulla qualità della rosa però non si discute, tutti dicono che è attrezzata per i primi posti», assicura Lotito. E anche Tare lo ripete dall’estate: «L’obiettivo sbandierato non deve diventare un peso per la squadra. E’ ovvio che se l’anno scorso c’eravamo già presi la Champions sul campo, per crescere sia quello il traguardo».

ENTRATE E USCITE

Sillogismo perfetto, se solo Inzaghi non facesse i conti con concorrenti ben più forti grazie all’ultimo mercato e il calo inspiegabile dei suoi campioni Milinkovic e Luis Alberto: «Sono grandi giocatori, devono ritrovare la concentrazione – spiega Lotito – e, dopo aver respinto assalti irrinunciabili in estate, stavolta eventuali offerte saranno valutate solo dal punto di vista tecnico». Tradotto, in particolare: se ci sarà l’avallo d’Inzaghi, qualcuno a gennaio potrebbe partire. Discorso più semplice (Siviglia permettendo) per lo spagnolo, ma anche per Caceres. Che pure domani con la Samp il tecnico potrebbe utilizzare (è in ballottaggio con Patric nel 3-5-2, che ritrova pure Leiva) per ovviare a destra all’assenza di Marusic. Lì Simone chiede un rinforzo immediato, chissà se verrà accontentato.

CENA E RINNOVO

Hanno riparlato anche ieri, Inzaghi e Lotito. Il presidente ha voluto poi che tutti andassero a cena in un ristorante a due passi dal centro sportivo. Giocatori, staff tecnico, medici e magazzinieri, tutti insieme per cementare ancor di più il gruppo a 48 ore dal match, ma non ce n’era bisogno secondo Immobile: «Siamo una grande famiglia. C’è chi sussurra che siamo spaccati, ma io non vedo crepe». Fra conferenze, summit e altre chiamate, Lotito ha pure trovato il tempo di prolungare per altri due anni (2021) il contratto di Mauro Bianchessi, responsabile del settore giovanile dall’estate del 2017. Forse, grazie a un ex Milan, può arrivare dalle basi la mentalità vincente.

Cittaceleste.it

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