Strakosha non esce mai: coi guantoni si prende il suo destino

Strakosha non esce mai: coi guantoni si prende il suo destino

Straordinari in Europa League che domani eguaglierà le 41 presenze con la Primavera biancoceleste

di ALBERTO ABBATE e RAMONA MARCONI

ROMA – Se gli altri mollano, lui non perde mai la concentrazione: sino allo scadere troverete ancora il suo guantone. Chiedere a Dybala per crederci. E’ finita l’angoscia da quando c’è questo Strakosha. Nonostante le occasioni avversarie non siano più così sparute, c’è Thomas il paracadute. Diciannove tiri concessi al Benevento nell’ultima giornata, superato il primato negativo (18) stagionale (fra campionato e Coppa) con Juve e Milan. La Lazio subisce il settimo centro nei primi 15′ del secondo tempo, ma per fortuna Strakosha para tutto il resto. Su Lazaar purtroppo è coperto, su Ciciretti e Iemmello compie tre interventi a viso aperto. E’ merito suo se la differenza reti biancoceleste (+19) è ancora da record, adesso però anche nei numeri l’albanese vorrebbe prendersi un po’ di gloria. Solo Perin (47) che, ironia del destino a gennaio scorso poteva sostituirlo, ha effettuato una parata in più di lui (46) nei primi cinque campionati di tutta Europa. Ma a Strakosha toccano pure gli straordinari per provare a mantenere la porta inviolata. Da Nizza al Nizza, Thomas è l’unico biancoceleste a non uscire mai. Domani eguaglierà con la maglia big le 41 presenze con la Primavera, ne è passato di tempo da quando viveva in Foresteria. In attesa di una casa all’Olgiata, adesso alloggia al River Chateau, la vecchia abitazione di mister Reja. Non ama uscire la sera, nonostante sia in mezzo alla movida di Ponte Milvio. In fondo, lui sogna solo di metter su una famiglia come il suo idolo.

IDOLO

Si chiama Thomas, come uno dei figli di Buffon. E potrebbe quasi esserlo, in effetti. Nato nel 1995, anno in cui Gigi si prese giovanissimo la porta del Parma, e per tutti era già Superman. Strakosha invece è l’antidivo, preferisce da sempre stare nell’ombra. Eppure sotto le luci dello Stadium è diventato eroe e persino possibile successore: “Non ne so nulla di un eventuale interesse del club bianconero – ha subito precisato – ma sono molto felice alla Lazio. Ho la fiducia del mister e di tutto il club. Voglio restare qui a lungo”. Per questo ha firmato in estate sino al 2022, assurdo fosse in scadenza a giugno con uno stipendio da 96mila euro. Adesso ne guadagna poco più di 300mila a salire. E pensare che Donnarumma stava rifiutando un ingaggio 10 volte superiore. E pensare che un anno fa non esisteva il paragone. Proprio contro Gigio e il Milan ha esordito in Serie A , Thomas, scovato da Tare nel club greco del Paniōnios, acquistato per appena 75mila euro. Nel 2018 sarà al mondiale con l’Albania.

COSTANZA

Tutto sulle orme di papà Fotaq, ex portiere e pilastro per 15 anni della Nazionale. Il suo riferimento, per serietà e applicazione, ma anche il suo agente e consigliere personale: “C’era anche la Roma su Thomas, il ds Tare è stato bravo a strapparlo alla concorrenza”. Il resto lo ha fatto Strakosha con umiltà e costanza. Allo sbarco a Formello arrivava prima dei magazzinieri, Aspettava da solo davanti ai cancelli. Allenamento e alle 8 già dormiva per ripresentarsi al campo il giorno dopo alle 9 di mattina.  Carattere e testa, oggi può far festa. Anche se non è cambiato: al massimo un po’ di musica per concentrarsi e una bella carbonara fuori dalla dieta. Niente baldoria in discoteca per chi vuole una carriera come un film (ama guardarli la sera) da cineteca. Thomas lo sapeva a 5 anni quale sarebbe stato il suo destino. Quello di un numero primo.

Cittaceleste.it

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