Svezia-Italia: allarme iceBerg, l’erede di Ibra dal cuore biancoceleste

Svezia-Italia: allarme iceBerg, l’erede di Ibra dal cuore biancoceleste

L’attaccante dell’Al-Ain, il pericolo numero uno stasera per gli azzurri, in passato dichiarò il suo amore per la Lazio

ROMA – Vendicare il biscotto del 2004 e strappare un biglietto per la Russia. Questo è l’obiettivo degli azzurri, che stasera affronteranno la Svezia in uno spareggio che vale i Mondiali del 2018. L’andata si giocherà a casa loro, il ritorno lunedì a San Siro. Ventura si affida a Immobile, uno degli attaccanti più in forma in Europa in questo momento. Basti pensare che con la Lazio ha già realizzato 18 gol in 15 presenze da inizio stagione. Sicuramente il pericolo numero uno per la Svezia, pronta a riservargli una marcatura speciale.

ALLARME ICEBERG: ITALIA NON AFFONDARE

Se il portiere svedese Olsen dovrà stare attento a Ciro, Buffon non può certo stare tranquillo con Marcus Berg. A 31 anni il centravanti sta vivendo forse il momento migliore della sua carriera e a suon di gol è riuscito a non far rimpiangere l’assenza di Ibrahimovic, diventandone l’erede: “Gli ultimi due anni sono stati i migliori per me in nazionale. Non ho sentito una maggiore pressione dovuta al ritiro di Ibra – ha dichiarato al sito Uefa.com – ma sono uno dei giocatori più esperti ed è vero che il mio ruolo in squadra è diventato più importante da quando Zlatan e altri hanno lasciato la nazionale dopo Euro2016“. Grazie alle sue otto reti nel girone, la Svezia è riuscita ad arrivare seconda in classifica, eliminando l’Olanda e impensierendo la Francia per il primo posto. Adesso manca l’ultimo ostacolo. L’Italia è più forte, ma iceBerg proverà in tutti i modi ad affondare gli azzurri: “L’Italia è favorita ma abbiamo buone sensazioni all’interno della nostra squadra. Crediamo di potercela fare. Se ci riuscissimo sarebbe un sogno che diventa realtà. Io e molti dei miei compagni ancora pensiamo e parliamo di Usa ’94, quando la Svezia chiuse al terzo posto. Speriamo di regalare nuovi momenti di questo tipo al popolo svedese, momenti di cui parlare per anni”.

CUORE BIANCOCELESTE

Un nome non nuovo quello di Marcus Berg in casa biancoceleste. Lo svedese infatti, otto anni fa, rivelò il suo amore per la Lazio. Nel 2009, all’età di 22 anni, si fece conoscere in tutto il mondo dopo aver disputato un fantastico Europeo con l’Under21. Trascinò la Svezia al terzo posto, diventando capocannoniere del torneo con 7 gol. Il suo nome finì nel taccuino di squadre come Arsenal, Manchester United, Liverpool e Ajax, ma il sogno di Marcus si chiamava Lazio. A inizio giugno, quando non aveva ancora conquistato la vetrina europea, si offrì a Lotito: “Sono un tifoso della squadra biancoceleste, in futuro spero di rientrare nei suoi piani“. Un amore sbocciato all’età di 13 anni a Torsby, nella sua città natale, luogo di nascita anche di Sven-Göran Eriksson, il tecnico che alla guida dei biancocelesti vinse uno Scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Nell’estate del 2000, l’allenatore dei capitolini ebbe la felice idea di portare la Lazio in ritiro in Svezia, proprio nella sua piccola Torsby, invitando tutti i giovani del posto ad assistere agli allenamenti. Il giovane Marcus si innamorò subito di quella fantastica squadra, composta anche da Simone Inzaghi. Un motivo in più per mettersi in mostra stasera. Chi lo sa, magari il tecnico biancoceleste potrebbe rimanere colpito dalla sua prestazione e convincere Lotito a realizzare il sogno del giovane Marcus, oggi diventato uomo, ma con lo stesso cuore di quell’adolescente che 17 anni fa si innamorò della Lazio. Granqvist intanto sfida Immobile: CONTINUA A LEGGERE

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy