Tanti auguri piccolo (grande) Keita: per lui, numeri fenomenali!

Tanti auguri piccolo (grande) Keita: per lui, numeri fenomenali!

ROMA – L’Uefa ieri su Twitter ha celebrato la prodezza di Sofia, il secondo gol più veloce nella storia dell’Europa League. Keita aveva raccolto i complimenti di Reja per la personalità dimostrata sul campo e anche nelle interviste: «Avrei preferito non segnare ma passare il turno» disse il ragazzino sboccato…

ROMA – L’Uefa ieri su Twitter ha celebrato la prodezza di Sofia, il secondo gol più veloce nella storia dell’Europa League. Keita aveva raccolto i complimenti di Reja per la personalità dimostrata sul campo e anche nelle interviste: «Avrei preferito non segnare ma passare il turno» disse il ragazzino sboccato nella Cantera del Barcellona ed esploso con la Lazio. Non aveva affatto voglia di autocelebrarsi. Oggi forse Edy gli regalerà un posto da titolare nella formazione da provare in vista della partita con l’Atalanta. E magari gli chiederà in cambio un assist, come aveva fatto alla vigilia della partita di ritorno con il Ludogorets. Oggi Keita compie 19 anni e festeggerà in modo sobrio a Formello, forse portando qualche pasticcino nello spogliatoio, di sicuro sudando nell’allenamento di rifinitura. Si gioca il posto. E’ in leggero vantaggio su Senad Lulic, appena rientrato dall’impegno con la nazionale bosniaca. Il ballottaggio è ancora aperto. Reja deve prendere una decisione definitiva su come allestire il tridente. Keita è in corsa per affiancare Klose e Candreva dal primo minuto. I suoi dribbling e il suo estro possono aggiungere imprevedibilità alla manovra offensiva della Lazio, molto spesso ancorata alla spinta poderosa di Candreva sulla fascia destra. Keita di solito permette di distribuire meglio i flussi di gioco.

 

 

NUMERI  – Sana concorrenza con Lulic, sinora quasi sempre impiegato e forse da risparmiare, almeno inizialmente, in un’occasione in cui la Lazio dovrà trovare i varchi per penetrare nella difesa dell’Atalanta e potrebbe anche avere meno palleggio sulla linea mediana. I numeri parlano a favore di Keita: 14 presenze in campionato, 485 minuti totali in serie A, 3 gol e 1 assist, partendo titolare appena quattro volte. Nelle altre dieci partite è sempre subentrato dalla panchina. Segnò al Napoli sostituendo Lulic a metà della ripresa, Petkovic era ancora in panchina. Prese un palo con la Juventus, sganciato da Reja nel finale. Nel complesso ha quasi sempre lasciato il segno. Due gol (al Parma e al Chievo) nelle quattro partite in cui ha trovato un posto da titolare, un gol ogni 161 minuti. Buone medie, confortate dalle cifre tenute in Europa League: 8 presenze, 7 da titolare per un totale di 590 minuti in campo, 1 gol e 4 assist. Il suo contributo alla causa biancoceleste lo ha sempre portato. Ha un’incidenza che lo fa risultare spesso decisivo. Ne tengano conto tutti, anche chi è sempre stato portato a sottolinearne l’aspetto caratteriale, a volte non irreprensibile.

 

FURIE ROSSE – Keita sta crescendo. E’ un processo di maturazione naturale per un ragazzo di appena 19 anni e che nel gennaio 2013 ha cominciato a giocare in Primavera dopo una stagione e mezzo di inattività perché non era ancora stato tesserato. Un colpo vero per la Lazio, che lo ha preso con lo status di extracomunitario e ha pagato un indennizzo di appena 410 mila euro al Barcellona. Il numero 14 nato ad Arbucias, una frazione di Girona, da genitori senegalesi, entro una decina di giorni dovrebbe finalmente ritirare il passaporto spagnolo. Passaggio necessario per poter rispondere alla convocazione dell’Under 21 della Spagna. Le Furie Rosse lo aspettano. E Keita, dal punto di vista calcistico, ha compiuto una scelta, lasciando cadere la prospettiva di andare a giocare subito nella nazionale maggiore del Senegal. E’ cresciuto in Catalogna, tutti i suoi fratelli sono spagnoli, il vizio formale risaliva alla nascita, perché i genitori non avevano richiesto la cittadinanza iberica. Sta diventando grande con la Lazio. Lo attende un futuro luminoso, a patto di proseguire così, senza perdere la testa e la dimensione giusta. (Corriere dello Sport)

 

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