Toh, in difesa torna Novaretti

Toh, in difesa torna Novaretti

Se è vero che un mini campionato per la Lazio inizia oggi, lo stesso ha diritto di pensare Diego Novaretti, argentino di La Palestina, provincia di Cordoba, zona famosa anche per terremoti di bassa intensità che ogni tanto movimentano le giornate. L’intensità dei terremoti che hanno colpito la stagione di…

Se è vero che un mini campionato per la Lazio inizia oggi, lo stesso ha diritto di pensare Diego Novaretti, argentino di La Palestina, provincia di Cordoba, zona famosa anche per terremoti di bassa intensità che ogni tanto movimentano le giornate. L’intensità dei terremoti che hanno colpito la stagione di Novaretti, invece, è molto più alta. Il difensore si riaffaccia oggi a Cagliari, quasi un volto sconosciuto planato sulla corsa per l’Europa League: vista sul mare e una finestra sul futuro, perché da qui, dalla Sardegna, comincia un mini torneo che può portarlo alla conferma o all’addio alla Lazio.

Quinta volta
Eppure a Formello c’è chi continua a giurare su di lui. Eppure lo stesso Edy Reja ha speso buone parole per incoraggiarlo: «L’ho provato, giocherà lui — ha spiegato il tecnico —. Si sta impegnando molto, ha qualità, lo vedremo in campo spesso da qui alla fine del campionato. In allenamento sta mostrando delle buone cose». E buone cose serviranno anche oggi, contro il Cagliari, contro Ibarbo, una scheggia impazzita, non certo il miglior avversario possibile. E forse Novaretti avrebbe bisogno di un attaccante più decifrabile dal punto di vista tattico, proprio per provare a decifrare il suo reale valore nel campionato italiano. L’argentino gioca oggi, con la primavera alle porte, la quinta partita da titolare in campionato: l’ultima a novembre, 4 mesi fa, a Parma, un’altra Lazio, un altro allenatore, un altro scenario.

 

 

Che shock, quello shock
E in fondo un altro scenario era quello che immaginava Novaretti arrivando in Italia. È rimasto travolto dalle critiche, non si è più ripreso da quello Juventus-Lazio di fine agosto, Vucinic è stato il protagonista di un incubo perenne. Disse «siamo umani, tutti sbagliamo», provando a spiegare. Quella giornata però gli ha toccato il cuore, gli ha segnato la stagione. Novaretti è un introverso e tanto ha impiegato per riprendersi da quello shock. Reja l’ha utilizzato da titolare in Coppa Italia e a Firenze l’ha buttato dentro nel finale, per difendere la vittoria. Impresa riuscita. Ora riappare dal primo minuto, approfittando degli infortuni di Dias e Cana. Risalita che arriva nel momento giusto. Perché Dias si allontana ogni giorno di più dal rinnovo. Perché Cana e Ciani, rivali nel ruolo, sono tutt’altro che certi della conferma. E allora, se è vero che la rifondazione della Lazio dovrà partire soprattutto dai centrali difensivi, chissà che un posto non spetti (ancora) a Novaretti. A patto che dimostri di aver superato gli shock e digerito tutti i Vucinic di turno. 

Gabriele Gerini

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